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di Beppe Battaglia

Ristretti Orizzonti, 11 gennaio 2023

Presidente, giorni fa lei ebbe a dire, a proposito di ciò che accade in Iran, che uno Stato che uccide i suoi figli è uno stato indegno. Forse non serve rammentarle che prima di ucciderli li qualifica come “terroristi” (una toppa per tutti i buchi, per dittature e democrazie, senza eccezioni!).

Faccio questo richiamo perché quest’anno nelle carceri dello Stato italiano sono morte, per suicidio, 84 (ottantaquattro!) persone senza che alcuna istituzione di questo Stato abbia fiatato. Mi riferisco ai gestori delle prigioni in modo specifico, dal ministro al più insignificante subalterno. Il silenzio è d’oro! 84 persone che, evidentemente, alle condizioni carcerarie date preferiscono la morte, è un dato che dovrebbe interrogare tutte le istituzioni di questo paese. E invece il silenzio impera! 84 persone sulle quali il dominio totale ed incontrollato dello Stato non sfugge a nessuno! In queste condizioni, dove cioè lo Stato non è in grado di garantire la sopravvivenza alle persone che costringe in condizioni inaccettabili, è lecito affacciare l’ipotesi che si tratti di sequestri collettivi piuttosto che detenzioni motivate e in vario modo garantendo loro quei diritti universali imprescindibili, tra i quali la sopravvivenza!

Ecco, presidente, in questa disastrosa situazione carceraria sta succedendo di più: un uomo sta morendo in ragione delle sue idee. Da 80 giorni Alfredo Cospito, anarchico, sta lasciandosi morire nel carcere sardo di Bancali con uno sciopero della fame ad oltranza perché non accetta il regime di tortura del 41 bis al quale è stato sottoposto mediante artifici giuridici anch’essi altrettanto inaccettabili, tali da suscitare perplessità persino nella magistratura giudicante che ha fatto ricorso nel tentativo di riuscire a parametrare l’entità della pena al reato effettivo.

Evidentemente c’è una ragione superiore per qualificare il reato di Alfredo Cospito come un reato maggiore e più pericoloso delle stragi mafiose contro i giudici Falcone e Borsellino. La “ragione superiore”, signor presidente, riposa nel fatto che Alfredo Cospito è un anarchico. Non c’è altra interpretazione possibile se viene processato per strage dove nessuno è morto e nessuno è stato ferito. Ma c’è di più. Alfredo viene condannato per “strage contro i poteri dello Stato” (la mafia che ha ucciso Falcone e Borsellino con le loro scorte evidentemente è stato un gioco per bambini!) che comporta non solo la condanna “all’ergastolo ostativo” (altra ingiuria al buonsenso) ma pure l’applicazione di quel regime vergognoso che è il 41 bis!

Signor presidente, una persona ragionevole, quale è Alfredo Cospito piaccia o non piaccia, non può accettare di essere seppellito vivo mediante questi mezzucci per non dire che è anarchico; ossia, togliere la parola (e tra poco la vita) a chi ha un’idea del mondo diversa, orchestrando un iter giuridico che ha del fantascientifico senza timore del ridicolo!

Il ministro della giustizia (del governo precedente) ha decretato il 41 bis per Alfredo Cospito, il tribunale speciale della sorveglianza sul 41 bis ha rigettato il ricorso che l’avvocato di Alfredo Cospito aveva avanzato nei giorni scorsi. Insomma, non c’è verso di suscitare una briciola di ragionevolezza, di buonsenso, di ravvedimento, di giustizia. L’odio verso gli anarchici, ce lo insegna la storia, è una cosa insopportabile e, malgrado il silenzio complice dei mass media, molti cittadini italiani lo hanno capito. E non solo italiani.

Presidente, al di là di ogni considerazione ulteriore, lei può fermare questa morte ormai incombente. Oppure può girarsi dall’altra parte. La vita di Alfredo Cospito è nelle sue mani. L’apparato giudiziario si è già pronunciato. L’ultima parola spetta a lei. Non c’è bisogno di andare in Iran, presidente, per trovare uno Stato che uccide i suoi figli.

È sufficiente un’occhiata fugace sulle nostre carceri, salvare la vita ad Alfredo Cospito o lasciarlo morire. Il silenzio istituzionale di questo paese da 80 giorni fa finta di non vedere che un uomo sta morendo, giorno dopo giorno, solo perché è un anarchico. E lei, presidente, farà lo stesso? Si girerà dall’altra parte? Io penso di sì, ma può darsi anche che io mi sbagli. Mi sorprenda, Presidente!