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di Fausto Cerulli (Avvocato)

 

www.orvietonews.it, 23 aprile 2015

 

In tre giorni tre morti di carcere. Un condannato all'ergastolo - ma non doveva, questa pena orrenda essere bandita? - si è preso il lusso di essere trasferito in ospedale per morirvi a causa di un infarto. Aveva ottanta anni, che pretendeva? Di essere eterno? Chissà cosa ne pensa il ministro Orlando, con quella faccia da guardasigilli che non guarda nulla e blatera di riforme della giustizia effettuate dal governo di cui è complice. non si è trovato uno straccio di Tribunale di Sorveglianza che si sia posto il problema di un ottantenne al gabbio. Non sappiamo e non vogliamo sapere di quale delitto si sia macchiato.

Ad ottanta anni ogni peccato dovrebbe essere rimesso, come noi lo rimettiamo ai nostri debitori. Ma questa è la certezza della pena, i benpensanti potranno continuare a ben pensare. Un altro detenuto, e siamo a due, è morto per mancanza di cure. non è stato neppure ricoverato in ospedale, tanto, come scriveva il Belli "nun sai che all'ospedale ce se more?". Poi, della serie che non c'è due senza tre, un altro detenuto si è impiccato Se questo non è carcere a morte, ditemi voi cosa è.

Il nostro Renzi, che va veloce sempre, non sa nulla delle carceri, o fa finta di non sapere. Una giustizia troppo umana non sarebbe gradita agli alfaniani, e non appare giusto rischiare una crisi di governo per una sciocchezza come la giustizia. Sono secoli, ormai, che l'Italia è censurata severamente dall'Europa per lo stato disumano delle nostre prigioni, ma per i nostri governanti l'Europa vale solo quando scuce denari, o quando se ne frega dei profughi che annegano, Al solito soltanto Radio Radicale, che ha messo su una trasmissione che si chiama Radio Carcere, si occupa di chi muore in carcere e di carcere.