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di Claudio Sabelli Fioretti

 

Io Donna, 11 gennaio 2015

 

L'eterna telenovela dei due Marò è di nuovo al capolinea. L'Italia vuole che siano restituiti all'affetto delle loro famiglie e gli indiani vogliono processarli per omicidio. Quando i piloti americani causarono la strage del Cermis (19 sciatori uccisi nella funivia precipitata a causa di un aereo militare Usa che aveva tranciato le funi) si sosteneva a ragione, secondo me - che l'Italia aveva diritto a processarli. Oggi invece gli italiani si arrabbiano addirittura perché l'India non concede una "licenza" natalizia al marò bloccato in India.

Leggiamo che Totò Cuffaro, l'ex presidente della Regione Sicilia condannato a sette anni per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra, ha chiesto al magistrato Valeria Tomassini di poter visitare l'anziana madre ottantenne. Il tribunale ha negato il permesso perché la mamma di Cuffaro ha l'Alzheimer e non potrebbe riconoscere il figlio. Commentare una motivazione del genere è solo tempo perso.

Ma è interessante un'altra parte della motivazione, quella in cui il tribunale sostiene che Totò Cuffaro ha già visto sua madre in occasione del funerale del padre. Il tribunale dimentica che in quell'occasione la giustizia italiana fece una pessima figura. Cuffaro non fece in tempo ad arrivare al funerale del padre perché l'autorizzazione arrivò, sì, ma in ritardo. Direte: che fai difendi i mafiosi? Sì. Insieme a molti illustri intellettuali ben più autorevoli di me, sono convinto che la civiltà di una nazione si misuri sulle condizioni in cui fa vivere i suoi carcerati.