di Massimo Gaggi
Corriere della Sera, 30 gennaio 2015
"Obiezione vostro onore: l'accusa ha letto un messaggio dell'imputato ma senza l'emoticon che c'era alla fine". E il giudice accoglie il rilievo: quel faccino sorridente ha una sua rilevanza davanti alla giuria. Che, sballottata tra fatti reali e realtà virtuale fatica a seguire il percorso di un processo nel quale si parla di indirizzi IP, configurazioni, Bitcoin, Torrent e Codebase. Tanto che a un certo punto il giudice che presiede invita le parti a concordare un glossario da mettere a disposizione dei giurati.
Telecamere stradali, intercettazioni telefoniche e ambientali, sorveglianza di Internet ed esami del Dna hanno cambiato il modo di indagare e di assicurare i criminali alla giustizia. Ma, oltre a innovare il lavoro delle polizie, le tecnologie digitali sono destinate anche a sconvolgere i processi per molti crimini, soprattutto quelli informatici.
Il procedimento in corso a New York contro Ross Ulbricht, giovane genio informatico accusato di aver creato e gestito un sito di compravendite anonime, "Silk Road", diventato un hub clandestino per la compravendita di droga, è una finestra aperta su questo sorprendente mondo. Un universo nel quale i giurati si perdono in un gioco di specchi elettronici. In apparenza tutto è chiaro: un neolaureato che vorrebbe continuare gli studi ma poi smania per trasformare il suo genio in business model. Ma, a differenza dei leggendari "garage" della Silicon Valley dove sono nate Apple e Google, la start up di Ross va male.
Lui ha bisogno di soldi e cambia rotta: inventa la sua creatura clandestina, ricorre per i pagamenti ai Bitcoin, la valuta virtuale non tracciabile che circola sul web, e si nasconde dietro lo pseudonimo Dread Pirate Roberts. Poi deposita, in un angolo del suo computer, un diario a futura memoria con la ricostruzione delle sue gesta fino al collaudo di "Silk Road" con la compravendita di funghi allucinogeni da lui coltivati.
Ma nella realtà impalpabile del web, eccepisce la difesa, nulla è come sembra: Ross ha concepito sì il sistema di transazioni segrete, ma poi qualche hacker si è sostituito a lui vendendo droga al suo posto e creando false identità, compresa quella del pirata Roberts. Dissertazioni degli ingegneri dell'Fbi e difesa che non vuole che una chat venga equiparata a una telefonata: "Non c'è un timbro di voce che puoi riconoscere, al massimo puoi ricostruire uno stile di scrittura". E una giuria sempre più disorientata. Il futuro della giustizia è anche questo.











