di Roberto Settembre (Magistrato)
Left, 18 aprile 2015
La strage di Milano e la delegittimazione della magistratura. Gherardo Colombo è stato aggredito per aver sostenuto il possibile legame tra le due cose. Claudio Giardello, l'uomo che era disperato: era disperato perché la Giustizia, cieca e implacabile, lo aveva giudicato colpevole di bancarotta fraudolenta. E allora, Claudio Giardello ha fatto una strage: è entrato nel palazzo di Giustizia di Milano, dove si decideva del suo destino, e ha ucciso un testimone, un avvocato e il suo giudice. E il dottor Gherardo Colombo - il Procuratore della Repubblica, famoso fin dai tempi di Mani pulite, oggi in pensione - ha espresso il suo dolore, e ha "osato" affermare che simili fatti sono in parte ascrivibili al processo di delegittimazione dei giudici in atto da anni. Ma contro il dottor Colombo, anche durante la trasmissione Virus su Rai 2, andata in onda giovedì 9 aprile, si sono levate voci cariche di sdegno, come se Colombo avesse osato dire una bestialità nel nome di un supposto e degenere spirito corporativo.
E invece contro la delegittimazione dei giudici si è espresso persino il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, con la misura che gli è propria. Ebbene, la mattina dopo la trasmissione, mentre stavo in compagnia di un amico, una degnissima persona, l'ho sentito dire: "Vedi, questi fatti orribili, comunque, sono stati commessi contro uomini di potere, e a noi poveri cittadini il potere appare così lontano e prepotente, mentre le persone semplici ci appaiono così disperatamente sole ad affrontarlo, che non riesco emotivamente a sentirmi solidale con le vittime, sebbene sul piano razionale comprenda che è un fatto orribile da esecrare".
Allora ho capito. Ho capito che, forse, è l'idea stessa della gente comune sul potere del giudice ad essere sbagliata. E sbagliata è l'idea di cosa sia il Tribunale: il tribunale, non è un luogo di potere, bensì il luogo di diritto. Un luogo in cui, al contrario, chi è vittima del potere o della prepotenza chiede - e deve ottenere - tutela. E proprio il giudice, è l'unico uomo del potere istituzionale che deve giustificare per iscritto ogni sua singola azione, e non a caso. Il tribunale, è il luogo dove hanno accesso, per pretendere risposte motivate, proprio i liberi e singoli cittadini che, da soli o con la rappresentanza di un avvocato, vi esercitano il loro potere garantito dalla Costituzione, cioè la loro libertà di chiedere tutela, e ottenerla. Il tramite e garante di questo diritto è, per l'appunto, il giudice.
Allora, forse, la delegittimazione dei giudici ha fatto perdere di vista questa semplice verità: che i giudici applicano il diritto, e non esercitano arbitrariamente un potere. Forse, la reazione di sdegno alle parole del dottor Colombo è il frutto dell'incapacità di vedere questa verità. O forse no. Ma va detto.










