di Rodolfo Sabelli (Presidente Anm)
La Repubblica, 4 marzo 2015
Con riferimento a quanto scritto ieri da Eugenio Scalfari, pensare che la "maggioranza" dell'Anm abbia fatto "pressione" per l'approvazione della legge di riforma della responsabilità civile è sorprendente. Valgono tutte le nostre prese di posizione in sede pubblica e istituzionale, sempre ferme e inequivocabili nell'avversare il disegno di legge, nel merito e come priorità in tema di riforme.
È vero invece che noi abbiamo rappresentato al ministro della Giustizia quanto fosse inconcepibile e incostituzionale la responsabilità civile diretta del magistrato, alla quale con forza ci siamo opposti. Ci siamo opposti anche alle altre previsioni incostituzionali del disegno di legge Buemi e dei vari emendamenti: fra le altre, vincoli all'interpretazione, sindacato sul merito dei provvedimenti, eliminazione del tetto massimo alla rivalsa, limiti al diritto di difesa del magistrato nel giudizio contro di lui.
Con la presentazione dell'emendamento del Governo, le nostre critiche sono state solo in parte ascoltate. Con altrettanta forza abbiamo rappresentato fino all'ultimo al ministro che l'abolizione del filtro di ammissibilità avrebbe aggravato i carichi, intralciato la giustizia e provocato grave turbamento all'esercizio della giurisdizione.
E quanto fosse contraddittorio eliminare il filtro, quando invece andavano proliferando proprio i filtri nel processo civile, con l'introduzione della mediazione obbligatoria e della negoziazione assistita. Il ministro, purtroppo, sul punto non ha ritenuto di ascoltarci.
Sabelli ha risposto illustrando il punto di vista dei magistrati. Spetta ora al ministro dire la sua. (Eugenio Scalfari)











