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di Paola D’Amico

Corriere della Sera, 28 ottobre 2026

Iniziativa promossa da Plastic Free e Seconda Chance: è il primo appuntamento nazionale dopo la sottoscrizione del protocollo d’intesa con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) del Ministero della Giustizia, che prevede almeno due mobilitazioni annuali per favorire responsabilizzazione, inclusione sociale e tutela ambientale attraverso attività di volontariato. Persone detenute impegnate in percorsi di esecuzione penale esterna e volontari, in ventiquattro città di dieci regioni, per dedicare la Giornata nazionale di pulizia ambientale - sabato 24 ottobre - a ridurre l’inquinamento da plastica. L’iniziativa è promossa dall’organizzazione di volontariato Plastic Free e da Seconda Chance Aps, associazione attiva nel reinserimento socio-lavorativo delle persone detenute ed ex detenute.

Si tratta del primo appuntamento nazionale dopo la sottoscrizione del protocollo d’intesa con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) del Ministero della Giustizia, che prevede almeno due mobilitazioni annuali per favorire responsabilizzazione, inclusione sociale e tutela ambientale attraverso attività di volontariato. Le iniziative si sono svolte in Campania (Bacoli, Castel Volturno, Mondragone, Napoli e Salerno), Calabria (Corigliano-Rossano, Crotone e Palmi), Lazio (Pofi, Sermoneta e Viterbo), Emilia-Romagna (Castelfranco Emilia, Reggio Emilia, Parma e Ferrara), Lombardia (Monza e Varese), Toscana (Livorno e Prato), Veneto (Padova e Venezia), Friuli-Venezia Giulia (Trieste), Puglia (Bari) e Sicilia (Catania).

“Il reinserimento - dichiara Margherita Maiani, segretario generale di Plastic Free Onlus - passa anche dalla possibilità di tornare a sentirsi parte attiva della comunità, di contribuire concretamente a qualcosa che ha valore per tutti. Prendersi cura dell’ambiente diventa un’occasione per esercitare responsabilità, ritrovare fiducia nelle proprie capacità e costruire relazioni al di fuori del contesto detentivo”. E Flavia Filippi, presidente e fondatrice di Seconda Chance, aggiunge: “Il protocollo con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ci permette di dare maggiore continuità a queste esperienze e di coinvolgere progressivamente altri istituti. Ogni occasione di partecipazione può aiutare a ricostruire rapporti di fiducia e ad affrontare con maggiore consapevolezza il proprio percorso di reinserimento”.