di Alessia Candito
La Repubblica, 22 giugno 2026
Lo riportano i media libici. L’ex comandate è al centro di un contenzioso tra il governo italiano e la Corte penale internazionale. Sette anni e quattro mesi per aver violato i diritti dei detenuti nel carcere di Mitiga su cui regnava e che secondo il panel of experts dell’Onu ancora controlla. Arriva dal tribunale penale di Tripoli la prima condanna per Osama Njeem Almasri, l’ex comandante libico arrestato a Torino e che la Corte penale internazionale avrebbe voluto processare, ma l’Italia ha liberato e riportato a casa. Secondo quanto riportato dai media della Tripolitania, l’ex comandante della polizia giudiziaria e alto papavero della milizia Rada, sarebbe stato riconosciuto colpevole di maltrattamenti nei confronti dei detenuti che aveva in custodia e per questo condannato anche all’interdizione dai pubblici uffici e alla perdita dei diritti civili per tutta la durata della pena.
Arrestato nel novembre scorso in Libia per alcuni dei reati che la Corte penale internazionale gli contesta, Almasri da allora è ufficialmente sparito dai radar. L’Aja ne ha subito chiesto la consegna, ma la Libia, pur assicurando massima collaborazione e a dispetto dell’accordo con cui ha accettato la giurisdizione della Cpi sui crimini di guerra e contro l’umanità commessi in Libia fino al 2027, ha preso tempo. Da allora, di riconsegna non si è più parlato.
Dubbi sulla detenzione - Ecco perché analisti, ong come Refugees in Libya e comitati per i diritti umani hanno sempre manifestato seri dubbi sulla sua effettiva detenzione, anche perché mai è stato reso noto dove se e dove sia stato messo in custodia. In più, la “guerra alle milizie fino alla loro eliminazione” dichiarata dal premier Dbeibeh ha decapitato la Ssa, ma non ha potuto nulla contro la Rada, di cui Almasri è uno dei leader. E oggi come allora, la milizia e lo stesso comandante libico - afferma il panel of experts dell’Onu nel suo ultimo rapporto- continuano a controllare diversi centri di detenzione, diventati anche centro della tratta di esseri umani. È da lì - rivela il rapporto - che arrivano uomini e donne venduti come schiavi o reclutati forzatamente per alimentare la fabbrica di troll che Almasri starebbe costruendo.
Tassello di una strategia più complessa - Tutti elementi che fanno pensare che lo stesso procedimento non sia stato altro che una manovra, se non un tassello di una strategia complessa che mira a disinnescare il procedimento sui crimini di guerra e contro l’umanità in Libia che si è aperto il mese scorso all’Aja. Se Almasri è riuscito a sottrarsi alla Corte anche grazie all’Italia - che lo ha liberato anche al prezzo di un terremoto politico tracimato nelle aule giudiziarie e una procedura di inadempimento davanti all’assemblea Onu - il suo bracco destro no. Al Hishri, meglio conosciuto come Al Buti, è stato arrestato in Germania e consegnato alla Cpi, che contro di lui ha formalmente aperto il processo, che rischia di essere pericoloso non solo per lui, ma anche per diversi leader - ufficiali e ufficiosi- della Tripolitania.
Il ricorso di Almasri e il tentativo di disinnescare il processo all’Aja - Ecco perché il ricorso presentato da Almasri per contestare la competenza della Cpi e l’inammissibilità stessa del giudizio nei primi giorni di udienza dai più è stato letto come una manovra concordata. Se le sue istanze dovessero essere accolte, verrebbero meno i presupposti del giudizio non solo contro di lui, ma anche contro tutti i leader civili e militari che la procura della Corte ancora cerca e contro cui vuole procedere. Fra gli argomenti principe del ricorso, proprio la capacità della Libia di perseguire con strumenti e istituzioni proprie i crimini - anche di guerra e contro l’umanità - commessi al proprio interno. Un’argomentazione che la condanna di Almasri sembra voler confermare. E adesso toccherà aspettare il 3 luglio, termine ultimo concesso dalla Camera pre-processuale della Cpi che esamina il ricorso per presentare osservazione, per capire se e in che misura la strategia sia stata efficace.









