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di Virginia Piccolillo


Corriere della Sera, 27 dicembre 2019

 

Mentre il presidente turco Recep Tayyip Erdogan annuncia un possibile intervento militare in Libia si infittiscono i contatti diplomatici italiani. Giovedì il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ne ha parlato in due colloqui telefonici. Prima una chiamata con il Presidente della Repubblica Araba d'Egitto, Abdel Fattah Al Sisi, poi una lunga telefonata con il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin.

Erdogan: "A gennaio voto su truppe in Libia" - L'escalation della crisi libica è ormai alle porte. Erdogan ha anticipato un voto in Parlamento a inizio gennaio sull'invio di truppe a sostegno di Tripoli contro le forze del generale Khalifa Haftar. E ha compiuto una visita non annunciata in Tunisia scatenando polemiche. Al punto che la presidenza della Repubblica tunisina, giovedì, ha diramato un comunicato, per precisare che la "Tunisia non accetterà di essere parte di alcuna alleanza o schieramento.

Putin: "Risolvere in maniera pacifica" - "La necessità di risolvere la crisi (libica) in maniera pacifica" è stata ribadita nel colloquio Putin-Conte. Almeno secondo quanto riferito dal Cremlino. Il leader russo ha denunciato "interferenze esterne in affari interni" di Tripoli. I due hanno "espresso il loro sostegno nei confronti degli sforzi della comunità internazionale per facilitare il processo intra-libico attraverso la mediazione Onu". E si sono ripromessi "un aggiornamento costante in considerazione della importanza strategica che la Libia riveste per gli interessi anche italiani", si fa sapere da Palazzo Chigi. Già alla vigilia di Natale, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, aveva avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu, con il quale era già in contatto nelle settimane scorse, per fare il punto sulla situazione libica. Mercoledì mattina Di Maio ne aveva parlato anche con il suo omologo russo, Sergei Lavrov. Secondo indiscrezioni, i ministri avevano discusso dei prossimi passi in vista della conferenza di Berlino, che dovrebbe tenersi nella seconda metà di gennaio.

Caso Regeni: "Urgente ripresa della collaborazione" - Secondo quanto precisa in una nota la presidenza egiziana, al premier Conte Al Sisi ha ribadito che l'Egitto sostiene la stabilità e la sicurezza della Libia, e supporta l'esercito libico nella lotta al terrorismo. E anche lui, come Putin, ha stigmatizzato interferenze straniere negli affari interni libici. Ma ha assicurato una "ripresa dei contatti per l'urgente rilancio della collaborazione giudiziaria sull'omicidio di Giulio Regeni". Intanto in Libia si continua a morire. Ieri in tre raid aerei di forze legate ad Haftar su Zawiya tre civili sono stati uccisi e dieci feriti. Tra loro anche donne e bambini inermi.