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La Repubblica, 15 ottobre 2026

Le responsabilit‡ delle autorit‡ orientali della Cirenaica sotto il controllo ferreo del generale Khalifa Haftar. La documentazione di Human Rights Watch e di Amnesty International. Le Forze Armate Arabe Libiche (LAAF), che controllano la Libia orientale e meridionale, hanno giustiziato almeno 31 persone dalla fine dellíagosto scorso, dopo processi militari che con i principi basilari di una civilt‡ giuridica non hanno nulla a che fare. Lo rende noto oggi Human Rights Watch. Per Libia orientale e meridionale si intende quella nella regione della Cirenaica, con basi operative a Bengasi e Tobruk, dove il potere militare Ë nelle mani del Maresciallo di Campo Khalifa Haftar, a capo dellíesercito nazionale libico il quale, pur non avendo un ruolo politico ufficiale nel governo civile, di fatto detiene il controllo effettivo sul territorio, sulle risorse della regione e sulle forze di sicurezza.


Sono queste le prime esecuzioni di cui si sa qualcosa in Libia dal 2010. Ma ci sono almeno altre 50 persone nel carcere militare di Gernada, che rischiano una imminente esecuzione. Il 23 agosto, il procuratore militare della LAAF ha annunciato che 10 persone erano state giustiziate con un plotone díesecuzione dopo essere state condannate per omicidio e reati legati al terrorismo. Le esecuzioni dopo processi segreti. I gruppi per i diritti umani hanno documentato un totale di almeno 31 esecuzioni al 10 settembre. La LAAF di Haftar dovrebbe immediatamente interrompere tutte le esecuzioni e imporre una moratoria sulla pena di morte, ha dichiarato Human Rights Watch. ìLe Forze Armate Arabe Libiche - ha detto Bassam Khawaja, vicedirettore per il Medio Oriente e Nord Africa presso Human Rights Watch - stanno condannando a morte persone dopo processi segreti basati su confessioni presumibilmente ottenute tramite tortura, in tribunali che la Corte Suprema libica ha dichiarato non dovrebbero processare civiliî.
Condanne dopo confessioni ottenute sotto tortura. Secondo Amnesty International, molte delle condanne si basavano su confessioni presumibilmente ottenute sotto tortura dallíAgenzia di Sicurezza Interna, un gruppo armato affiliato alle LAAF. Almeno due condanne a morte sono state ridotte allíergastolo in appello da parte di un tribunale militare superiore nel 2019, eppure gli imputati sono stati comunque condannati a morte questíanno. Le esecuzioni sono andate avanti nonostante una sentenza di novembre 2025 della camera costituzionale della Corte Suprema libica che le giudica incostituzionali.