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di Alessandra Ziniti

 

La Repubblica, 25 maggio 2021

 

Open Arms: "Abbandonati in spiaggia per giorni". I bambini forse vittime dell'ultimo naufragio con una cinquantina di dispersi avvenuto martedì al largo di Zuwara. La denuncia del fondatore della Ong spagnola Open Arms: "Di loro non importa a nessuno".

Le foto, arrivate da fonte riservata ad Oscar Camps, fondatore della Ong spagnola Open Arms, sono terribili. Ancora corpi senza vita di bambini, riversi su una spiaggia, tra Zuwara in Libia, e la costa tunisina, quel tratto che è diventato da tempo la base dei trafficanti di uomini e che il governo libico non riesce a controllare. Corpi restituiti dal mare, vittime probabilmente dell'ultimo naufragio di cui ha dato conferma nei giorni scorsi l'Oim, l'Organizzazione internazionale dei migranti: una cinquantina di dispersi, 33 superstiti che hanno raccontato che su quel barcone partito nella notte tra il 18 e il 19 maggio da Zuwara erano una novantina, tra loro molte donne e bambini. Testimonianze quelle dei superstiti che - come spesso accade - se non suffragate immediatamente dal recupero dei corpi delle vittime, rendono ancora più invisibili le persone che perdono la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo.

"Sono ancora sotto shock per l'orrore di queste immagini - scrive su Twitter Oscar Camps, pubblicando le foto che ritraggono i corpi dei bambini che sarebbero rimasti abbandonati sulla battigia per tre giorni prima di essere composti e seppelliti sabato nel cimitero vicino - Bambini piccoli e donne che avevano sogni e ambizioni di vita. Sono stati abbandonati per più di tre giorni su una spiaggia di Zuwara in Libia. A nessuno importa di loro".

A confermare la notizia dell'ultimo naufragio era stato martedì scorso il portavoce dell'Oim Flavio Di Giacomo. Ma naturalmente è difficile dire con certezza se i bambini trovati morti due giorni fa fossero a bordo di quel barcone o se, nel frattempo, in quello stesso tratto di mare possa esserci stata un'altra tragedia passata sotto silenzio.

Nelle ultime due settimane, negli stessi giorni in cui oltre 2000 migranti sono sbarcati a Lampedusa, più o meno altrettanti sono stati intercettati e riportati indietro dalla Guardia costiera libica ma, come spesso accade, corpi senza vita sono riaffiorati dal mare e sono stati avvistati da pescatori, almeno una dozzina. Che vanno ad aggiungersi alle oltre 600 vittime che, secondo l'Oim, avrebbero già perso la vita nei primi cinque mesi del 2021, tre volte di più che nello stesso periodo dello scorso anno. E di due su tre non sono mai stati recuperati i corpi.

Così come di alcune barche non sono mai state ritrovate le tracce. Ancora ieri sera Alarm Phone aveva segnalato di aver perso i contatti con un gommone con 95 persone al largo di Sabratha. "Non sono ancora riuscite a comunicarci la posizione Gps. Abbiamo informato le autorità ma rifiutano di mandare soccorso perché manca la posizione", la denuncia della Ong. Sembra però che il gommone, monitorato da due mercantili maltesi, alla fine sia stato recuperato dalla guardia costiera tunisina e portati a Tunisi.