sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

La Repubblica, 2 gennaio 2021


Lettera ai paesi membri per nominare "monitor" per il cessate il fuoco. Non sarebbero armati. Fonti libiche: ok solo da paesi con "posizione e ruolo chiari" in Libia. Questo escluderebbe Turchia, Egitto, Qatar, Russia, ma anche Italia e Francia perché considerati troppo vicini a una parte o all'altra. Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha inviato una lettera ai Paesi membri per chiedere di indicare loro osservatori da inviare in Libia con il compito di sovrintendere al cessate il fuoco e per indurre i leader politici del Paese a mettere a punto un meccanismo per designare il nuovo primo ministro. Lo riferisce il Guardian, sottolineando che si tratta della "prima volta che l'Onu intraprende iniziative attive sul terreno" in Libia per garantire il rispetto del cessate il fuoco.

L'invito di Guterres a nominare osservatori è rivolto in particolare a "blocchi regionali", che potrebbero essere Unione europea, Lega Araba e Unione Africana. Questi osservatori dovrebbero sovrintendere alla tenuta del cessate-il-fuoco, sottoscritto il 23 ottobre scorso, e al rispetto dell'embargo sulle armi, che si ritiene venga violato in particolare dalla Turchia, schierata con il governo di Tripoli di Fayez al-Serraj, e da Emirati arabi uniti, Russia ed Egitto, sostenitori del cosiddetto "Esercito nazionale libico" del generale Khalifa Haftar.

Si tratterebbe di osservatori disarmati. I libici hanno chiesto che gli osservatori provengano solo da paesi con "posizione e ruolo chiari" nella crisi libica. Questo secondo fonti consultate da Repubblica, di fatto escluderebbe paesi come Turchia, Qatar, Emirati, Egitto, Arabia Saudita, Russia, ma anche Francia e Italia, tutti paesi verso i quali una delle parti potrebbe avere obiezioni.

Se l'invio di osservatori dovesse concretizzarsi, l'operazione partirebbe nel quadro della formazione di un nuovo "Governo di unità nazionale" al quale parteciperebbero le forze di Tripoli e quelle di Bengasi, con l'obiettivo di superare l'attuale divisione in due del paese. Attualmente le Nazioni Unite hanno solo una piccola missione politica in Libia con 230 rappresentanti. L'iniziativa di Guterres cade in un momento critico poiché il cessate il fuoco include una clausola che chiede a tutte le forze straniere di lasciare la Libia entro tre mesi, quindi entro il 23 gennaio, ma finora non vi è alcun segnale che ciò stia avvenendo. L'inviata speciale dell'Onu ad interim per la Libia, Stephanie Williams, ha detto che attualmente sono 20.000 i militari stranieri nel Paese, inclusi soldati regolari e mercenari.