di Michela Allegri
Il Messaggero, 22 marzo 2020
Mentre il mondo intero è in apprensione per l'emergenza coronavirus, il generale Khalifa Haftar infrange la tregua e torna a bombardare Tripoli: venerdì notte è stato sferrato un nuovo attacco nel centro della "città vecchia". È stata presa di mira una zona popolata esclusivamente da civili, vicino alla Piazza della Rivoluzione. Una donna e una bambina sono rimaste ferite.
Un agguato, messo a segno con razzi e missili, che è stato duramente condannato dall'Ambasciata d'Italia e dagli Stati Uniti. Nonostante l'appello alla prosecuzione della tregua umanitaria disposta per fronteggiare la minaccia Covid-19, negli ultimi giorni Haftar aveva già continuato a colpire la periferia di Tripoli con bombardamenti.
Ma l'attacco di ieri è ancora più grave perché, per la prima volta, il bersaglio sono state aree nel centro della città e, appunto, abitazioni civili. Sono stati presi di mira anche quartieri più periferici ma molto popolosi, come Ain Zara. Il bombardamento è stato confermato dall'account Facebook di "Vulcano di collera", l'operazione di difesa della capitale libica. L'esercito di Tripoli sottolinea che gli attacchi di Haftar sono una "nuova violazione" del cessate il fuoco e una prosecuzione "della presa di mira di civili, scuole e istituzioni".
La prima dura condanna è arrivata dall'ambasciata d'Italia, che sul suo account Twitter ha scritto di aver "accolto con favore la disponibilità del Governo di Accordo nazionale ad aderire a una tregua umanitaria per contrastare la minaccia posta dalla diffusione del coronavirus". L'Italia ha poi condannato "con fermezza i continuati, inaccettabili bombardamenti che negli ultimi giorni hanno colpito i quartieri residenziali di Tripoli, causando numerose vittime civili". Nel comunicato è stata poi rinnovata "al generale Haftar e alle sue forze la richiesta di accogliere in maniera costruttiva l'appello per una cessazione delle ostilità".
La nota si conclude con un auspicio: "Una tregua umanitaria che possa favorire il raggiungimento di un accordo per un cessate il fuoco definitivo nel quadro dei lavori della Commissione Militare Congiunta 5+5". Sono poi intervenuti gli Usa, che si sono uniti "alla missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) nell'accogliere con favore la decisione del primo ministro libico Fayez al-Sarraj di approvare un'immediata cessazione umanitaria delle ostilità per consentire alle autorità locali di unirsi in risposta alla sfida senza precedenti della salute pubblica posta da Covid- 19", si legge in una nota del Dipartimento di Stato americano, nella quale si invitano i leader libici a "dare urgente priorità alla salute del popolo libico
Ora è il momento per tutti, incluso il comandante dell'Lna Khalifa Haftar, di sospendere le operazioni militari, respingere le interferenze straniere dannose e consentire alle autorità sanitarie di combattere questa pandemia globale". Gli Stati Uniti - prosegue la nota - "si sono costantemente opposti a qualsiasi escalation militare e al continuo trasferimento di materiale e personale militari stranieri in Libia; in questo spirito, sosteniamo il dialogo facilitato dall'Onu tra gli attori libici al fine di ottenere un cessate il fuoco duraturo e creare le condizioni affinché tutti gli attori possano interrompere le loro attività militari e tornare a negoziati significativi". Giovedì scorso, durante un altro bombardamento nella periferia di Tripoli, c'erano stati quattro morti. Tra loro c'erano tre bambini, tutti della stessa famiglia.










