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agenzianova.com, 30 dicembre 2019


La situazione in Libia è sempre più pericolosa e ora più che mai la detenzione dei migranti deve finire. Lo ha dichiarato il portavoce dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), Flavio Di Giacomo, in un messaggio su Twitter. "Con il peggioramento della situazione della sicurezza a Tripoli e nelle aree circostanti, i civili più innocenti, in particolare i migranti detenuti, sono a rischio maggiore. I migranti vulnerabili devono essere liberati dalla detenzione e devono essere prese misure per salvaguardare le loro vite", ha sottolineato Di Giacomo. Ieri il rappresentante speciale del segretario generale dell'Onu in Libia, Ghassan Salamé, ha condannato i ripetuti attacchi aerei contro installazioni civili nella Libia occidentale, tra cui Zawiya, Tajoura e Abu Salim. "Abbiamo affermato chiaramente che gli attacchi indiscriminati contro i civili non solo costituiscono una grave violazione del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani, ma intensificano ulteriormente il conflitto e incitano a futuri atti di vendetta, che minacciano l'unità sociale in Libia", ha avvertito Salamé in una nota.

"Questo è assolutamente inaccettabile", ha aggiunto. Nella nota Salamé ha sottolineato che in uno degli attacchi, avvenuto lo scorso 27 dicembre, è stato colpito l'Istituto di ingegneria applicata, situato in prossimità del centro migranti Al Nasser di Zawiya, dove sono detenuti centinaia di migranti.

"Fortunatamente, nell'attacco aereo non sono state riportate vittime", ha precisato. Il rappresentante speciale Onu ha citato anche l'attacco del 26 dicembre, sempre a Zawiya, che ha provocato la morte di due civili e altri otto feriti con proprietà pubbliche e personali distrutte.

"Il 27 dicembre, gli attacchi ad Abu Salim hanno provocato la morte di un civile e il ferimento di sei civili, tra cui due bambini. Il 24 dicembre a Tajoura, gli attacchi aerei hanno provocato numerose vittime tra i civili", ha aggiunto Salamé. L'inviato speciale Onu ha sottolineato la necessità di proteggere la popolazione e le infrastrutture civili in tutta la Libia: "I principi di distinzione, proporzionalità e precauzione devono sempre essere pienamente rispettati".