di Carmelo Musumeci
Ristretti Orizzonti, 25 marzo 2015
"Ogni giorno mi tocca inventarmi e pensare come trascorrere la giornata. E vivendo in pochi metri quadri con delle sbarre dietro e un cancello davanti non è facile. Per fortuna ho dei libri da leggere e la penna per scrivere". (Diario di un ergastolano: www.carmelomusumeci.com).
Ci sono dei giorni che il carcere dà un tal senso d'inutilità che non riesci neppure a sentirti infelice. E quando mi viene il desiderio di uscire e non posso farlo mi metto a leggere perché i libri mi aiutano a segare le sbarre della mia finestra e mi trasmettono la forza per esistere e resistere. In questi giorni ho letto un bel libro della scrittrice e poetessa Miriam Ballerini dal titolo "Fiori di Serra" (Rapsodia Edizioni Isbn 978-88-99159-12-2 pag. 239 euro 15.00) che sarà presentato a Francoforte alla tradizionale fiera del libro della città. Il romanzo è ambientato in una casa circondariale, il "Bassone" di Como, e si sviluppa attorno alla figura della protagonista, Gloria Tassi, in carcere per aver ucciso accidentalmente un uomo durante una rapina.
Il libro di Miriam è importante perché parla di carcere dando voce e luce ai detenuti. E sfogliando le sue pagine si viene a sapere che in carcere il dolore, la delusione e la sofferenza sono normali, sono pane quotidiano. Leggendo fra le righe si scopre che i prigionieri si sentono umiliati e mortificati poiché sentono che la società non li vuole perché li considera cattivi e colpevoli per sempre. Io sono fortemente convinto che è un libro da consigliare ai politici, perché forse questa lettura gli potrà essere utile per migliorare le carceri e portare la legalità nelle nostre "patrie galere", poiché il sistema spesso ci vuole migliori, costruttivi e propositivi e poi al momento opportuno ci ricorda che siamo solo spazzatura sociale. Ed io credo che una società, che rinuncia al perdono e chiede giustizia ma pensa piuttosto alla vendetta, di fatto rinuncia alla libertà, alla serenità e alla felicità.
L'opera di Miriam è un libro che emoziona e ti fa immaginare come vive e cosa pensa un prigioniero e conferma che il carcere è la privazione di tutto, dalla libertà di scegliere, che è l'atto fondamentale della condizione umana, fino al divieto di amare. Dentro questo libro ci sono sentimenti, passioni e sofferenze che provano tutti i detenuti dietro le mura di una prigione. È un'opera che merita non solo di essere letta, ma di fare anche il passaparola per farlo conoscere e farla adottare nelle scuole. Vi confido che una delle cose che mi ha colpito più di tutto di questo libro è il titolo "Fiori di Serra" perché Miriam con la sua umanità e sensibilità paragona i detenuti, nonostante il male che hanno fatto, a dei fiori che vivono e crescono in una serra. Buona lettura










