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genova24.it, 30 marzo 2021


Approvate ieri in Consiglio regionale alcune modifiche alle leggi che istituiscono in Liguria le figure del Garante per la tutela delle vittime di reato e del Garante dei detenuti. Con 16 voti a favore (maggioranza di centrodestra) e 12 astenuti ha ricevuto il via libera il provvedimento che adegua la legge sul garante per le vittime di reato alle eccezioni sollevate dal Governo, che ha impugnato la legge davanti alla Corte Costituzionale. In particolare, la nuova formulazione prevede che "la Regione promuova e stipuli apposite intese con altre amministrazioni, anche statali operanti nel settore, comprese le forze dell'ordine, per l'eventuale individuazione di propri rappresentanti quali componenti dell'organismo".

Viene, inoltre, rimossa l'esclusività del rapporto di lavoro del garante. Approvato all'unanimità un emendamento presentato dal gruppo Pd-Articolo Uno che specifica alcune cause di incompatibilità, fra le quali, quella con l'attività di lavoro subordinato a tempo pieno. Confermata l'incompatibilità con ogni carica elettiva pubblica.

La legge sul Garante dei detenuti, con 24 voti a favore e 4 astenuti (Lega), è stata aggiornata sulla base della nuova denominazione dei centri permanenza temporanea per stranieri" che sono divenuti "centri di permanenza per i rimpatri".

Vengono specificate meglio le regole di accesso del garante per quanto riguarda le visite negli istituti penitenziari, gli istituti penali per i minorenni, le strutture per il Tso, gli ospedali psichiatrici giudiziari, le comunità terapeutiche, che dovranno ottenere l'autorizzazione della prefettura competente.

Rispetto ai poteri del garante, nel caso in cui questi ritenga che una segnalazione sia fondata, può formulare specifiche raccomandazioni all'amministrazione interessata, la quale, in caso di diniego, comunica il dissenso motivato nel termine di 30 giorni. Approvato all'unanimità un emendamento presentato dal gruppo Pd-Articolo Uno che specifica alcune cause di incompatibilità del garante, fra le quali, con l'attività di lavoro subordinato a tempo pieno. Confermata l'incompatibilità con ogni carica elettiva pubblica.

"È importante costituire un organismo che vigili e promuova il rispetto dei diritti fondamentali delle persone recluse o comunque in condizione di limitazione della libertà personale - spiega Angelo Vaccarezza, capogruppo di Cambiamo! - Altrettanto imperativa, l'istituzione di una figura che possa diventare un faro istituzionale e imparziale a tutela delle vittime di reato, troppo spesso lasciate sole in un momento emotivamente delicato delle proprie vite. A breve, avremo quindi il compito di identificare le persone adatte a ricoprire tali ruoli, oltre al garante per l'infanzia e al difensore civico, gravato fino ad oggi di tutti i compiti". Per la consigliera Lilli Lauro "i due provvedimenti che abbiamo approvato oggi vanno nella giusta direzione, quella di avere una figura che vada a vigilare sui diritti fondamentali delle persone che si trovano in condizioni di limitazione della libertà personale e quella di trovare un'altra figura paritetica che si occupi delle persone vittime di reato".