di Erica Manna
La Repubblica, 22 luglio 2021
Le associazioni del terzo settore che operano in ambito carcerario hanno indicato il nome di Stefano Padovano, la Regione non ha ancora provveduto. Hanno indicato il suo nome in una lettera inviata al presidente della Regione Giovanni Toti e al consiglio regionale, i professionisti del terzo settore che operano in ambito carcerario: chiedendo che sia il professor Stefano Padovano - criminologo, docente, formatore, esperto in disagio psichiatrico e dipendenze - a essere nominato Garante regionale dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.
Un endorsement ufficiale, dunque: che è anche un appello a fare presto, a dare un volto a una figura che esiste: istituita dall'assemblea legislativa della Liguria, il 29 marzo. Eppure, rimane ancora una casella vuota: un'assenza che vede la Liguria maglia nera in Italia insieme alla Basilicata, questione sulla quale ha puntato il dito il garante nazionale Mauro Palma in occasione dell'incontro con Ilaria Cucchi dedicato a chiedere verità sul caso di Emanuel Scalabrin, organizzato da Antigone, Comunità di San Benedetto al Porto e Magistratura democratica, a vent'anni dal G8 di Genova.
La Rete tematica Carcere, attiva dal 2010 e facilitata dal Centro di Servizio al Volontariato (Celivo), gruppo che dal 2019 è composto da associazioni che operano nel campo della solidarietà, ha più volte snocciolato le urgenze da affrontare nella nostra regione: il sovraffollamento delle carceri liguri ormai endemico, sommato al Covid.
Gli ambienti dove vengono svolte attività trattamentali, poco idonei e insalubri; la presenza in carcere di cittadini che non possono accedere alle misure alternative alla detenzione esclusivamente a causa della mancanza di domicilio o di mezzi di sostentamento, e poi la carenza di strutture ad hoc per persone con gravi problemi mentali. Materie incandescenti: che dopo i fatti di Santa Maria Capua Vetere rendono ancora più urgente l'istituzione di una figura specifica.
"Ringrazio il terzo settore per avermi indicato - sottolinea Stefano Padovano - la ricorrenza dei fatti del G8 ha riportato alla cronaca le questioni che riguardano le garanzie costituzionali a tutela di ogni persona detenuta, fermata, arrestata, soggetta a trattamento sanitario obbligatorio o comunque sottoposta a un provvedimento restrittivo della propria libertà. Peccato che un tema così delicato abbia dovuto essere rilanciato in un convivio nel quale si è dibattuto del mancato rispetto delle più elementari norme civili e legislative come accertato negli anni dagli organi deputati. Sarebbe stato meglio giungere a questa scadenza con un garante fresco di nomina, quanto meno per non farsi ripetere che Liguria e Basilicata sono le due sole regioni a non essersene ancora dotate".
La nomina, continua il criminologo, è politica: e i nodi che il garante dovrà affrontare saranno molteplici. "Non ci si può limitare al discorso del sovraffollamento, che deve essere un punto di partenza - spiega - come è previsto dalla legge, è importante mettere in atto un lavoro di coordinamento di rete tra dentro e fuori dal carcere. E poi, il diritto alla salute e all'istruzione all'interno del carcere, il rispetto dei diritti fondamentali. Infine, la Regione Liguria è la seconda istituzione in Italia ad avere previsto una figura di garanzia per le vittime di reato: non appena nomineranno anche quest'ultima sarà importante ingaggiare una collaborazione nell'esercizio delle due competenze, perché entrambe costituiscono le due facce della stessa medaglia".










