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di Michela Bompani


La Repubblica, 23 novembre 2019

 

Durerà probabilmente ancora poco, dopo un'attesa di anni, il record negativo della Liguria in ambito di organizzazione del sistema carcerario. La nostra regione è l'unica in Italia insieme alla Basilicata a non avere un garante regionale dei detenuti, né un testo che lo istituisca.

Dopo le accuse degli addetti ai lavori e, nell'edizione di ieri, l'appello lanciato dalle colonne di Repubblica dal garante nazionale delle persone detenute Mauro Palma, "entro l'anno salvo sorprese la legge dedicata arriverà in Consiglio regionale". A confermare lo sblocco della situazione è Gianni Pastorino, consigliere ligure di Linea Condivisa (ex Rete a sinistra), primo firmatario della proposta di legge sul tema, ferma in commissione da mesi.

"Nelle prossime settimane si troverà la convergenza sui testi delle diverse proposte di legge già avanzate a riguardo, la nostra e quella del Pd, e - è il suo annuncio - nella seduta del Consiglio del prossimo 17 dicembre se ne discuterà in aula".

Da tempo in stand by, nonostante un sostegno assolutamente trasversale (dalla sinistra a Forza Italia, Pd e M5S compresi), la proposta di legge necessaria per designare un garante dei detenuti da impegnare nelle carceri della Liguria si era arenata a inizio anno "a causa dell'ostruzionismo della Lega - continua Pastorino - che non permetteva la definizione dal punto di vista finanziario dell'istituzione dell'incarico. Arrivare in Consiglio sarà un passo decisivo, e il giusto frutto di un impegno in rete tra associazioni e istituzioni di settore che va avanti dall'inizio della legislatura".