genova24.it, 19 giugno 2024
Doriano Saracino, referente per la Liguria, ha aderito all’appello lanciato a livello nazionale dalla Conferenza dei garanti. Aumento dei giorni di liberazione anticipata per chi partecipa in modo attivo al percorso di rieducazione, non aumentare il novero dei reati, aumentare le telefonate e garantire spazi per l’affettività. Sono le richieste che i garanti territoriali dei diritti dei detenuti hanno rivolto alla classe politica per contrastare il sovraffollamento delle carceri e fermare le morti per suicidio.
L’appello è stato diffuso nei giorni scorsi da tutti i garanti, compreso Doriano Saracino, il garante ligure, anche alla luce dell’appello diffuso tre mesi fa dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Una mobilitazione finalizzata ad adottare misure urgenti alla luce dei numeri drammatici che si sono registrati nei primi mesi del 2024: già 44 le persone che si sono tolte la vita nelle carceri italiane.
“Con grande preoccupazione, constatiamo, ancora una volta, la sostanziale indifferenza della politica rispetto all’acuirsi dello stato di sofferenza dei detenuti, rispetto al peggioramento delle condizioni di vivibilità delle nostre carceri che, lungi dal consentire quell’”inveramento del volto costituzionale della pena”, continuano a tradire i basilari principi costituzionali, europei ed internazionali, su cui regge lo stato di diritto e a umiliare continuamente la dignità umana delle persone ristrette - è l’appello della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale - Per la Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà è indispensabile che il legislatore individui, immediatamente misure, anche temporanee, volte ad alleggerire la tensione sulla popolazione carceraria”.
“È urgente innanzitutto partire dalla discussione e dall’approvazione di misure deflattive del sovraffollamento - proseguono - facilmente applicabili, come quella contenuta nella proposta dell’onorevole Giacchetti, quale primo firmatario, volta a modificare l’istituto della liberazione anticipata e a prevedere uno sconto di ulteriori trenta giorni a semestre per i prossimi due anni, rispetto a riduzioni già concesse dal 2016 ad oggi (30+45). È necessario poi incominciare ad attuare un modello di esecuzione penale che si allontani il più possibile dalla visione carcerocentrica del sistema punitivo. Cosa che sarebbe già possibile, a legislazione vigente, tramite una maggiore fruibilità da parte delle persone ristrette di misure alternative alla detenzione: al 10 giugno 2024 sono 23.443 le persone con un residuo pena al di sotto dei tre anni, di cui 7.954 con un residuo pena al di sotto di un anno; sono 1.529 i detenuti che hanno una pena inflitta da 1 mese a 1 anno”.
“È fondamentale, poi, far sì che il carcere cessi di essere quel luogo di ‘desertificazione affettiva’, dando immediatamente seguito alla decisione della Corte costituzionale con cui è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale della norma dell’ordinamento penitenziario che vieta in carcere lo svolgimento di incontri affettivi intimi e riservati - prosegue la missiva - La decisone n. 10 del 2024, infatti, dimostra come la tutela del diritto inviolabile a coltivare i propri affetti non può arrestarsi innanzi ad un ‘blindo’ di una cella, che non è (né può diventare) un confine, a suo modo, per la legalità costituzionale o un confino per la dignità umana delle persone. Siamo convinti che gli Istituti penitenziari comprenderanno il valore di questa novità, per il lavoro che fanno quotidianamente nel costruire percorsi risocializzanti”.
“Così come siamo altrettanto convinti che la Magistratura di sorveglianza non attenderà che qualcun altro risolva il problema, perché la Corte costituzionale ha delegato anche loro nella risoluzione di questa problematica. È essenziale, inoltre, aumentare le telefonate, perché questo rappresenta un ulteriore modo per tutelare l’intimità degli affetti dei detenuti e allentare il clima di tensione che si respira nelle diverse sezioni degli Istituti italiani. Occorre, infine, che la Magistratura di sorveglianza aumenti i giorni di permesso premio per i ristretti e si trovi il modo di rendere più efficiente e tempestivo il procedimento di concessione di tali permessi, specie per quelli di stretta necessità”.










