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cittadellaspezia.com, 26 giugno 2025

“Con indulto per pene sotto i due anni si creerebbero condizioni di vita e lavoro ben diverse”. Si è tenuta ieri la presentazione della relazione del garante regionale dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Doriano Saracino, riguardante le attività svolte nel biennio 2023-24 e che analizza non solo i temi legati agli Istituti di pena della Liguria, ma anche quelli relativi ai minori/giovani adulti e alla salute mentale. “Non solo carcere, il mio mandato riguarda tutte le persone con una limitazione della libertà personale e non solo i detenuti”, precisa a questo proposito Saracino.

“La figura del Garante regionale delle persone sottoposte a limitazione della libertà personale è un punto di raccordo essenziale tra le istituzioni e i cittadini più fragili, spesso invisibili - sottolinea Massimo Nicolò, assessore regionale alla Sanità -. Il lavoro svolto nel monitorare le condizioni di vita, promuovere la tutela dei diritti e favorire percorsi di inclusione e cura, anche in ambito sanitario, costituisce un contributo prezioso per garantire la dignità e il rispetto della persona in ogni contesto. Colgo l’occasione per ringraziare il Garante per il suo prezioso lavoro, la sua partecipazione attiva negli organismi regionali competenti, per la sinergia tra il nostro sistema sanitario e le altre figure di garanzia che, insieme a una costante collaborazione con gli uffici regionali della salute e dell’ambito sociale, sono fondamentali per garantire a tutti, anche ai più deboli, il diritto universale alla salute. Ricordo anche il prezioso lavoro del personale sanitario che opera quotidianamente negli Istituti penali della Liguria ma anche dei professionisti regionali che gestiscono i progetti di reinserimento sociale sia intra murari che extra murari, con la funzione di essere di supporto rieducativo-ludico- di sostegno alla genitorialità- di orientamento lavorativo abitativo e sociale. Solo questi finanziamenti hanno un valore di circa 2.000.000 euro a cui aggiungere le necessarie risorse per garantire le cure (circa 4, 5 mil/anno)”.

Ma andiamo a vedere una serie di tematiche della relazione annuale sulle quali fa il punto una nota della Regione. Una è quella dei giovani con problematiche psichiatriche. Nel 2024 sono stati 118 i minori liguri ricoverati nei reparti di psichiatria (SPDC) insieme agli adulti. Talvolta si tratta di ragazzi e ragazze, che avendo da poco compiuto 14 anni, non trovano risposta nei reparti pediatrici. “La salute psichica dei giovani liguri è un aspetto su cui la Regione Liguria sta già lavorando - commenta Saracino - ma occorre un maggior impegno su alcune direttrici: creare un reparto per i giovani pazienti psichiatrici della fascia 14-16 anni all’Ospedale Gaslini, con personale specializzato; istituire comunità dedicate ai giovani autori di reato con problematiche psichiatriche, spendendo in tal modo sul territorio risorse che sono comunque impiegate; potenziare le neuropsichiatrie infantili prevedendo anche accordi con le agenzie educative che hanno in carico gli adolescenti”. Il garante ha richiamato l’attenzione anche sulla durata dei ricoveri dei minori, che in alcuni casi hanno raggiunto i 90 giorni consecutivi.

Quindi l’aspetto delle R.E.M.S. (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza), strutture per autori di reato giudicati parzialmente o totalmente incapaci di intendere e di volere e con provvedimento di pericolosità sociale della magistratura. Due le strutture di questo tipo sul territorio regionale: sulle alture del quartiere genovese di Prà la R.E.M.S. destinata ai pazienti liguri; mentre a Calice al Cornoviglio, Val di Vara, sorge una R.E.M.S. che ha invece mandato - unico in tutta Italia - di accogliere temporaneamente pazienti che non trovano posto nella loro regione e provenienti da tutti gli istituti di pena italiani. “Nel biennio 2023-24 le due R.E.M.S. hanno dimesso ben 56 pazienti: da Calice al Cornoviglio essi sono rientrati nella regione di appartenenza - si legge in una nota di Regione Liguria -, mentre da Prà alcuni hanno fatto ritorno al proprio domicilio perché stabilizzati dal punto di vista della patologia psichiatrica ma comunque seguiti dalla Salute mentale, ed altri inseriti invece in comunità. Il principio della territorialità significa consentire alle persone di mantenere legami con la famiglia e progettare piani terapeutici individualizzati”.

C’è poi il tema dei minori autori di reato. “Ha destato preoccupazione e allarme, ma il numero di minorenni presi in carico dai servizi socio-sanitari per la giustizia minorile ha mostrato un forte calo (241 nuovi soggetti nel 2024, con un calo del 43% rispetto all’anno precedente) - informa ancora Regione -. Per la prima volta il numero dei minori stranieri ha superato quello degli italiani, ma in valore assoluto il valore è inferiore alla media dell’ultimo quinquennio”.

“Dobbiamo ragionare su questi temi senza farci prendere dall’emotività - ha commentato Saracino - aggiungendo che per i minori che commettono un reato e che non possono restare in famiglia occorre costruire alternative all’istituto penale minorile notando che, nel biennio 2023-24 una quota oscillante fra il 30% ed il 40% dei giovani reclusi al Ferrante Aporti di Torino provenivano dall’area ligure. Per la difficoltà di trovare posti in strutture idonee, i minori autori di reato spesso vengono inseriti in comunità nelle regioni del sud Italia; per questo occorre potenziare la rete delle comunità del nostro territorio disposte ad accogliere minori autori di reato nella nostra regione”.

Capitolo carcere. Relativamente al tema del sovraffollamento, il Garante ha sottolineato che in Liguria, come nel resto d’Italia, si rileva questa cronica problematica. “Non si tratta solo di metri quadri. Vivere in sei in una cella, come accade alla maggioranza dei detenuti di Marassi, vuol dire rinunciare ad ogni forma di riservatezza”, rileva ancora la nota.

“Ad oggi la capienza regolamentare degli istituti penitenziari in Liguria è pari a 1.051 posti, ed i detenuti superano questa soglia - commenta Saracino - precisando che con un indulto per le pene residue inferiori a due anni potrebbero essere scarcerate circa 450 persone che comunque usciranno a breve. Si creerebbero condizioni di vita e di lavoro per gli operatori penitenziari ben diverse e si darebbe un segnale di speranza ai detenuti”. Sempre a proposito del carcere, il garante ha ricordato alcuni altri aspetti sui quali intervenire, “tra cui la necessità di progetti specifici finalizzati ai giovani adulti, in particolare per la fascia 18-20 anni - si legge ancora -, la necessità di avviare corsi stabili di formazione professionale, che ad oggi non risultano essere ancora attivati, avviare programmi di housing sociale per persone provenienti dalla carcerazione, l’opportunità di rivedere le modalità di accesso ai servizi psichiatrici in carcere”.

Il garante ha, infine, ricordato che nel corso del 2023 ha effettuato colloqui con 371 detenuti, mentre nel 2024 sono stati 333. “Tra le problematiche affrontate ricorda, tra l’altro, quello del vitto alle persone detenute, nonché quello delle schermature alle finestre, che in alcuni istituti, e segnatamente ad Imperia, impediscono non solo la visuale ma anche la circolazione dell’aria. Tra i progetti in corso, che ci si auspica che vedano la luce nel corso dell’anno, un protocollo per la comunicazione degli eventi avversi in carcere, nonché il completamento della rete dei garanti territoriali”, conclude la nota regionale.