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di Marco Preve

La Repubblica, 9 settembre 2025

Il procuratore generale ha iniziato da Sanremo, istituto con molte criticità, una serie di ispezioni con incontri con gli agenti, i detenuti, il Garante e le associazioni come Antigone. Il Procuratore generale Enrico Zucca ha iniziato ieri - cominciando dal carcere di Sanremo in valle Armea - una serie di visite a tutte le carceri liguri, o meglio del distretto di Corte di Appello che comprende anche la provincia di Massa. Detto così potrebbe apparire uno dei consueti appuntamenti della routine istituzionale ma, in realtà, si tratta di una prima assoluta e nasce, oltreché da una sensibilità personale, anche dalle criticità del sistema carcerario ligure, che soffre di diverse patologie ormai croniche. A iniziare dal sovraffollamento, e poi la rarefazione delle attività lavorative, la carenza di organici della Polizia penitenziaria, il ripetersi di episodi di violenza da parte dei detenuti ma anche di abusi da parte degli agenti, per chiudere con la tragica sequenza di suicidi da parte di detenuti, dramma più volte denunciato dagli avvocati della Camera Penale.

Nulla di nuovo, visto che da anni sindacati della penitenziaria, associazioni come Antigone, il Garante dei detenuti o, appunto, gli avvocati hanno più volte evidenziato queste ferite. Non si sa se sia stato un effetto della presenza in loco del magistrato ma a margine della visita il segretario regionale ligure del Uilpa Fabio Pagani ha annunciato che “Il provveditore dell’amministrazione penitenziaria di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta ha garantito la sicurezza per il carcere di Sanremo, assegnando, di volta in volta, un comandante della polizia penitenziaria, da qui a febbraio del prossimo anno, per poi metterne uno in pianta stabile”.

Poco prima c’era stato un vertice con il procuratore generale, il provveditore Antonio Galati e una rappresentanza sindacale con Uilpa, Sappe, Osapp e Euspp. Vertice che fa seguito ai disordini avvenuti durante l’estate e culminati, lo scorso 26 luglio, con l’aggressione a otto agenti. Pagani ha anche rivelato un dato significativo sullo stress che colpisce molti agenti: “Nel corso dell’incontro è anche emerso che il carcere di Sanremo è il più critico in Liguria con 260 detenuti nelle celle, su una capienza di 223 e 162 agenti presenti sui 185 previsti dalla pianta organica. Dei 162 agenti in servizio, va detto che trenta hanno depositato l’arma per “sindrome ansiosa” e sono quindi molti meno”. Pagani ha poi ringraziato il Provveditore per il trasferimento dei detenuti più violenti e misure più severe per il regime di isolamento. Queste tematiche saranno sicuramente oggetto di discussione quando il Pg Zucca andrà a visitare il carcere di Marassi, teatro a giugno di una partecipata rivolta. I detenuti avevano aggredito alcune guardie e si erano rifugiati sul tetto dopo che nessun provvedimento era stato preso nei confronti di quattro detenuti che avevano compiuto abusi sessuali e violenze contro un recluso di appena 19 anni. Un’inchiesta è stata aperta sia indagando i rivoltosi ma anche su come sia stata possibile una serie di torture durate due giorni senza che le guardie se ne accorgessero.

Sull’iniziativa del Pg Zucca è da registrare la positiva reazione di Doriano Saracino Garante regionale dei detenuti: “Mi sembra un gesto importante e significativo. Anche io non ho memoria di visite sistematiche da parte della Procura generale a istituti penitenziari. E’ un segno di attenzione alle persone detenute e alla legalità, perché le procure hanno compito di tutela della legalità in tutti i suoi aspetti, e vorrei ricordare che si tratta di un potere riconosciuto dall’ordinamento penitenziario”. “Spero - ha poi aggiunto il Garante - che dopo le carceri il Pg possa rivolgere la sua attenzione anche alle Rems (le strutture di accoglienza per gli autori di reati affetti da disturbi mentali e socialmente pericolosi, ndr). Il pg conosce la mia relazione annuale dove sono evidenziati tutti gli aspetti critici, alcuni in fase di soluzione come a La Spezia, dove sono stati riaperti due piani detentivi. Tra i punti più delicati il sovraffollamento non solo in senso numerico ma relativo alla presenza a Marassi di detenuti condannati a pene lunghe o addirittura ergastolani”.