di Alessandra Rossi
Il Secolo XIX, 14 ottobre 2026
Attività nei penitenziari e sensibilizzazione nelle scuole: il progetto compie sei mesi e traccia un primo bilancio. Un piccolo sasso tocca la superficie dell’acqua in un punto esatto. Da lì, cerchi concentrici si allargano progressivamente, arrivando a smuovere sponde più lontane. Così ha fatto la “Semina dei Sogni”: è diventata una pietra rimbalzata nelle acque troppo spesso stagnanti di molte delle carceri liguri. Nato sedici mesi fa sulla scia de “La Barchetta dei Piccoli Capitani”, la “Semina dei Sogni” rientra nel progetto Con i Bambini, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e si pone l’obiettivo di realizzare modelli di intervento per trasformare la relazione tra famiglie, carceri e territorio.
Come? Mettendo al centro il o la minore. Il progetto proseguirà fino a luglio 2028, ma oggi traccia un primo bilancio, mettendo a disposizione in due seminari - il 9 ottobre e il 6 novembre - ciò che sta emergendo sul campo, aprendo una riflessione con istituzioni, sistema penitenziario, operatori e comunità. “Uno dei nodi più delicati che affrontiamo è quello della verità. Per molti genitori spiegare ai figli che il padre o la madre è in carcere rappresenta una difficoltà enorme, che spesso non riescono a gestire da soli - spiega Elisabetta Corbucci, coordinatrice della Semina dei Sogni e responsabile del Cerchio delle Relazioni, realtà capofila del progetto -. Talvolta le spiegazioni date ai bambini erano diventate insostenibili, al punto che alcuni iniziavano a dubitare che il genitore fosse in buona salute. È qui che la rete dimostra il proprio valore: mettendo insieme competenze e sensibilità diverse, siamo riusciti ad accompagnare madri e padri, aiutandoli a trovare parole e strumenti per ricostruire un rapporto fondato sulla verità”.
Da qui il lavoro su due dimensioni strettamente connesse: quella interna al carcere e quella esterna. Il bambino, il genitore detenuto, la famiglia fuori, la scuola, gli educatori, i servizi e il territorio diventano parti dello stesso percorso. E dopo i primi sedici mesi, i numeri iniziano a dare una dimensione concreta del lavoro realizzato. Con oltre 500 incontri, sono stati 77 i genitori detenuti presi in carico individualmente, genitori di 159 bambini complessivamente. In questo percorso, la Semina dei Sogni ha abbracciato anche genitori non detenuti di 36 bambini, con 350 incontri. Il progetto ha coinvolto inoltre 370 ragazzi nelle scuole, mentre sono stati 43 quelli seguiti con colloqui individuali.
Lo Spazio Barchetta, nel carcere di Marassi, ha ospitato attività che hanno registrato 3. 893 presenze. Coinvolti nella formazione 79 insegnanti ed educatori. Numeri che segnano nero su bianco come il progetto cerca, incontro dopo incontro, di coprire la distanza fisica ed emotiva tra un genitore detenuto e un figlio che prova a farsi strada nella vita, sfidando anche stigma sociale e solitudine. Altro dato significativo è il numero dei minori coinvolti direttamente o indirettamente nel percorso: sono 1.176. “La nostra ambizione - conclude Corbucci - è trasformare questo percorso in un metodo strutturato”. Un piccolo sasso, capace di increspare l’acqua stagnante, fino a sponde lontane.









