di Emanuele Rossi
Il Secolo XIX, 12 settembre 2020
Quello di Carlo Carpi è un caso unico nella storia delle elezioni regionali: un candidato presidente che si presenta mentre è detenuto in carcere. Trentasette anni, imprenditore, Carpi è in carcere a Sanremo dal primo luglio del 2019, dove sta scontando 1 anno e 10 mesi (ne mancano cinque) per diffamazione, calunnia e stalking contro un magistrato genovese e calunnia contro un avvocato.
Si è candidato alla presidenza della Regione Liguria appoggiato dal "Gruppo radicale Adele Faccio" (Graf) di Imperia, che ha raccolto le firme per la lista in provincia di Imperia e di Genova. Le dichiarazioni di Carpi sono state raccolte tramite componenti della lista. L'organizzazione della stessa è stata curata da Gian Piero Buscaglia. Legalità (e attenzione al problema delle carceri), antiproibizionismo, ambiente e innovazione sono i punti dello stringato programma con cui si presenta alle Regionali. Risponde alle nostre domande inoltrate tramite il suo legale.
Chi è Carlo Carpi? Quali sono le sue precedenti esperienze politiche?
"Sono un imprenditore di 37 anni, laureato a pieni voti in Economia, specializzato in Finanza presso l'Università di Genova. Parlo quattro lingue e tratto acciaio e derivati petroliferi per conto di primarie aziende. Convivo con Cornelia Matei alla quale devo pubblicamente fare un plauso per come mi ha supportato, insieme alla mia famiglia e a tantissimi amici in questo anno assai difficile. Da sempre frequento il mondo dell'associazionismo, ricordo con piacere la mia esperienza di portiere nelle giovanili del Genoa. Sono autore del trattatello politico "La Società - l'arte del suo controllo" edito dalla Tigulliana. In prospettiva delle attuali elezioni regionali sono stato candidato presidente di Municipio Genova Centro ovest, candidato sindaco di Imperia e di Sanremo a capo di liste civiche".
Lei è candidato da detenuto, questo è un caso unico in Italia?
"La legge Severino era stata emanata proprio per impedire che i condannati potessero essere eletti: si è posto il limite a due anni di pena perché a quella soglia la stessa può essere sospesa. La forza propulsiva della mia comunicazione sta proprio nel dimostrare l'accanimento giudiziario nei miei confronti. Mi ritengo un detenuto politico. Citando Churchill, si usa il carcere quale "segreta intimidazione, tortura, ricatto" per farmi ritrattare le mie dichiarazioni".
La sua è anche una battaglia per le condizioni delle carceri in Italia?
"Il carcere in Italia non soddisfa minimamente i presupposti per i quali nasce: non contiene la vera pericolosità sociale. Ricordo i due miliardi di euro spariti dalla Carige, il caso Qui Ticket, la tragedia del Ponte Morandi. Inoltre, non contempla in concreto alcun progetto di formazione professionale e inserimento sociale".
Se dovesse essere eletto, quali sono le sue idee per la Liguria?
"Occorre nominare il Garante dei detenuti regionale, vietare le nomine e gli incarichi ai magistrati (anche pensionandi) e ai loro congiunti da parte della Regione e delle sue partecipate. E istituire un fondo di garanzia per giovani e piccoli imprenditori".
Quale ritiene sia l'obiettivo concreto per la vostra lista?
"Il principale obiettivo è smantellare la terra di mezzo trans-istituzionale. Non sono accettabili sentenze senza motivazioni o contenenti affermazioni letteralmente opposte ai documenti citati come denunciato da una coraggiosa inchiesta del giornalista Marco Delpino".










