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di Alessandra Rossi 

Il Secolo XIX, 23 ottobre 2025

Cresce l’attività dell’associazione. Benefici per le imprese che assumono. I referenti: “La Regione ha 1,5 milioni di euro per la formazione professionale, le grandi aziende si facciano avanti”. Poco più di un anno fa Seconda Chance, associazione no profit nata nel 2022 su intuizione della giornalista Flavia Filippi e operative in tutta muoveva i primi passi in Liguria. L’obiettivo era, ed è tuttora, quello di far conoscere alle imprese locali i benefici della legge Smuraglia che comporta agevolazioni a chi assume anche part-time o a tempo determinato detenuti ammessi al lavoro esterno.

Con un attivo “porta a porta” dei suoi instancabili volontari, le storie di chi ha potuto beneficiare di una seconda opportunità per riscattare la propria vita sono aumentate, passando da numeri che potevano essere contenuti in una mano a ben venticinque. E altre dodici potrebbero, nel giro di un mese, essere assunte. Letto così, il risultato appare sorprendente. Purtroppo, la diffusione delle opportunità lavorative per i detenuti continua a procedere con estrema lentezza. Ed è [fui che entra in gioco una realtà come Seconda Chance. Gli incontri, le riunioni, i colloqui portati avanti dall’associazione sono condensati in un file Excel: dietro quelle note, si nascondono nomi, luoghi di provenienza detentiva, destinazioni di lavoro, tipologie di impiego ed esito di quella seconda possibilità che è stata offerta. Storie cambiate nell’arco di pochi mesi, passate dall’assenza di orizzonti alla prospettiva di un futuro diverso.

Si ha ora nell’edilizia, nel verde, nelle Rea. nei ristoranti, negli alberghi: “Il nostro obiettivo sottolinea Stella Ghersina, tra le referenti liguri di Seconda Chance è di creare una vita nuova, non di limitarsi ad assegnare un impiego”. Per questo l’associazione sta cercando di muoversi per alzare anche il livello professionale dei detenuti: “Ci sono tantissimi progetti di corsi da portare in carcere, ma servono risorse - spiega a tal proposito - potrebbe essere interessante capire come verranno utilizzate le risorse appena stanziate dal ministero della Giustizia alla Regione Liguria, vale a dire oltre 1 milione e mezzo di curo, per la formazione professionale dei detenuti e lo sviluppo di competenze in laboratori realizzati e attrezzati allo scopo”. Seconda Chance sarebbe disponibile per lavorare assieme all’ente, al mondo imprenditoriale e a quello penitenziario in una sorta di “cabina di regia” volta ad impiegare al meglio tali fondi.

L’idea, suggerisce Luca Pizzorno, anche lui referente dell’associazione no profit, è di “alzare il tiro, coinvolgere i grandi imprenditori del territorio, dal porto alle grandi opere, passando per altre realtà macro che operano in Liguria, alfine di creare nuove e migliori opportunità”. Attualmente con Seconda Chance operano aziende come Amplia, Airplanet, catene di fast fauci conte Mc Donald’s, Burgur King, ma anche imprenditori più piccoli che hanno scelto di conoscere questa realtà e offrire un’opportunità. “Nella 

volontà di professionalizzare i detenuti non siamo volontari, siamo collaboratori sottolinea Pizzorno persone pragmatiche e preparate che vogliono fare rete per ottenere un risultato che soddisfi tutti”. Seconda Chance ha già un protocollo di collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) che riconosce “la qualità dell’intervento capace di attivare, su diversi distretti del territorio, positivi accordi con il mondo dell’imprenditoria al fine di attuare percorsi di inserimento lavorativo extra murario a beneficio di persone detenute”. Se il mondo penitenziario si è quindi già accorto di questa grande opportunità, ora è il turno di quello imprenditoriale di aprire gli occhi e coglierne i benefici.