di Donatella Alfonso
La Repubblica, 20 novembre 2019
A palazzo Ducale la Conferenza Regionale del Volontariato Giustizia. La Liguria, unica regione in Italia insieme alla Basilicata, non ha un garante delle persone detenute: in compenso, da tre anni - da quando cioè nel 2016 il garante Nazionale Mauro Palma, visitando le strutture liguri, aveva sollecitato un impegno a dotarsi di questa figura, prevista da una legge del 2014 dopo la sanzione comminata all'Italia l'anno precedente - è ferma in commissione una proposta di legge bipartisan per istituirlo.
E, solo quest'anno, nelle sovraffollate carceri liguri si sono contati due suicidi e undici tentativi di suicidio da parte dei detenuti, con una situazione di crescente disagio sia per chi è dietro le sbarre a scontare una condanna, sia per chi ci lavora, dagli agenti agli educatori. "Sinceramente non riusciamo a spiegarci il perché di questa inattività - dice Ramon Fresta, portavoce della C.R.V.G.L. - Conferenza Regionale Volontariato Giustizia Liguria, una Onlus che mette insieme associazioni di volontariato e di promozione sociale attive in ambito penitenziario.
A seguito del richiamo del Garante nazionale, che incontrò anche i vertici regionali, fu presentata in Regione una proposta di legge in merito firmata dai consiglieri Pastorino, Vaccarezza, Salvatore e Rossetti, quindi assolutamente bipartisan, da Forza Italia al Pd, dalla sinistra ai Cinque Stelle. In quel periodo il garante mancava anche in Calabria e nella provincia autonoma di Trento, che poi hanno legiferato in merito: siamo rimasti noi e la Basilicata.
La proposta di legge, pur avendo riportato il voto favorevole in commissione su tutti gli articoli, si è fermata lì. Un problema economico? Eppure il garante regionale costerebbe meno di un consigliere...e allora? C'è qualche altra ragione, forse il timore che si scoprano fatti inquietanti o che si vadano a garantire persone poco gradite, come i migranti accusati di clandestinità?". Fresta fa riferimento alle denunce di Bruno Mellano, Garante del Piemonte, che ha permesso di far scoprire gli abusi nella Casa Circondariale Lorusso e Cutugno a Torino.
Anche Mellano sarà presente domani, mercoledì 20 novembre alle 10.30 (Palazzo Ducale Sala Montale, ammezzato lato est) all'incontro in cui la Conferenza lancerà un forte richiamo alla Regione Liguria e a tutte le forze politiche che la compongono perché si affrettino i tempi di approvazione della legge e di scelta del Garante: ben sapendo che, ormai, si perderà un altro anno. Con Fabio Ferrari, responsabile regionale Crvgl (ne fanno parte Acat, Afet - Aquilone, Arci, Associazione Amici di Zaccheo, Associazione Libera, Acli, Auxilium Caritas, Associazione Centro di solidarietà di Genova, Compagnia delle Opere, Veneranda Compagnia della Misericordia) e Bruno Mellano, ci saranno anche Massimo Benoit di Torsegno a nome dell' Unione Forense dei diritti umani e un rappresentante dell'associazione Antigone che farà il punto sulla situazione delle carceri liguri: un dato per tutti, quello di Marassi, dove 700 detenuti si stipano in 400 posti, mentre la mancanza ormai da anni di un carcere a Savona significa problemi seri di sovraffollamento per le case circondariali di Imperia e soprattutto Sanremo.










