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di Simonetta Fiori

 

La Repubblica, 1 novembre 2019


La senatrice: "La stagione dell'odio? Credevo fosse finita. Ma quando una democrazia è fragile il passato può ripetersi". È ancora frastornata Liliana Segre, come se non riuscisse a capacitarsi della brutta pagina di storia parlamentare scritta dalla destra di Salvini, Meloni e Berlusconi. Novantotto senatori della Repubblica che si astengono di fronte a una proposta che a lei appare ovvia sul piano morale, come può essere scontata l'istituzione di una commissione per avversare l'odio e la discriminazione razziale (approvata avantieri con 151 voti favorevoli).

È ancora frastornata Liliana Segre, come se non riuscisse a capacitarsi della brutta pagina di storia parlamentare scritta dalla destra di Salvini, Meloni e Berlusconi. Novantotto senatori della Repubblica che si astengono di fronte a una proposta che a lei appare ovvia sul piano morale, come può essere scontata l'istituzione di una commissione per avversare l'odio e la discriminazione razziale (approvata avantieri con 151 voti favorevoli).

"Il mio era un appello etico che parlava alle coscienze, alle anime e ai cervelli dell'intero ceto politico italiano, senza distinzione tra destra e sinistra. Davo per scontato che il Senato della Repubblica l'avrebbe accolto come si accoglie un principio fondamentale di civiltà. Il mio sentimento davanti alle astensioni? Stupore, un profondo senso di stupefazione. Come difficilmente ci si può sorprendere alla mia veneranda età".

Soprattutto da testimone degli orrori di Auschwitz, bersagliata ogni giorno da oltre duecento messaggi di odiatori antisemiti. Un episodio grave, che rivela la deriva estremista della destra italiana. "Ho sentito però degli applausi che partivano da quella parte dell'aula. Mara Carfagna ha preso le distanze dall'astensione. Ma la mia sorpresa più grande è stata la citazione di Orwell fatta da Salvini, quando ha paragonato la commissione all'organo d'uno Stato di polizia per l'imposizione del pensiero unico".

 

Non poteva trovare citazione più paradossale, essendo lei stata una vittima del totalitarismo... "Soprattutto mi ha scippato un autore che cito moltissimo quando vado in giro nelle scuole. Sia 1984 che La fattoria degli animali restituiscono con efficacia le mostruosità del totalitarismo. Mi sfugge cosa c'entri tutto questo con la commissione contro l'odio razziale. Ma Orwell resta l'unico punto di contatto tra me e il leader della Lega. Seppure da punti di vista radicalmente opposti".

 

La storia viene ribaltata. E di un'Italia alla rovescia lei aveva parlato anche il giorno dell'insediamento del nuovo governo...

"Sì, citai una massima del Talmud: Chi salva una vita salva il mondo intero. Un principio rovesciato da chi voleva punire i volontari del Mediterraneo accorsi in aiuto dei migranti naufraghi".

 

Salvini si è opposto alla commissione con questa domanda: chi decide cos'è il razzismo? Chi sono i giudici supremi? Secondo lei, senatrice Segre, il razzismo è una cosa su cui si può discutere?

"No, avendolo provato sulla mia pelle. Pensavo che sulle discriminazioni razziali non ci fossero margini per i distinguo. Ma evidentemente i tempi sono cambiati. Oggi sono morti i carnefici e pure le vittime. La storia si può riscrivere. E ci sono tanti uomini per strada. L'uomo nero. L'uomo bianco. L'uomo giallo. Chi non è eguale a me fa paura".

 

L'astensione della destra copre la volontà di proteggere da oscuramento la galassia dei siti neofascisti...

"Guardi, io non volevo neppure entrare nel dettaglio, pensando che nella sottocommissione di controllo ciascun senatore di diversa parte politica avrebbe potuto dare la propria indicazione: questo sì, questo no. Ma hanno preferito astenersi di fronte a un principio di carattere generale".

 

Ed è partita la campagna di falsificazione. Ieri sui canali Mediaset Giorgia Meloni diceva che la Commissione potrebbe colpire gli italiani patriottici. Basterebbe dire "amo il mio paese" per essere puniti...

"Ma come può venirle in mente? Mi ha telefonato l'altra sera: sa, ci siamo astenuti perché noi difendiamo la famiglia. Le ho risposto: cara signora, io difendo così tanto la mia famiglia che sono stata sposata per sessant'anni con lo stesso uomo. Qualcuno mi dovrà spiegare cosa c'entri tutto questo con la commissione contro l'odio".

 

Forse vale la pena di leggere cosa s'intenda con hate speech: tutte le forme di incitamento all'"odio razziale" e le "discriminazioni verso gli immigrati sorrette da nazionalismo aggressivo"...

"Il "nazionalismo aggressivo" è cosa diversa dal patriottismo. Posso ben dirlo io che amo moltissimo il mio paese ma ho patito le conseguenze del nazionalismo praticato dal fascismo".

 

Con la sua storia di sopravvissuta, avrebbe mai pensato di trascorrere la vecchiaia bombardata dagli hater antisemiti e con quasi cento senatori della Repubblica che si oppongono a una commissione contro il razzismo?

"No. Credevo che la stagione d'odio fosse finita dopo la guerra. Ma quando una democrazia è fragile si possono ripetere situazioni del passato. E chi vive più a lungo corre il pericolo di vedere cose che non vorrebbe vedere".