di Jessica Signorile
monzatoday.it, 7 giugno 2024
Dopo Castiglione delle Stiviere sarà la seconda residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza della Lombardia. In Italia sono solo sei le strutture specifiche presenti, con liste di attesa lunghissime. I lavori sono partiti e il cantiere dovrebbe concludersi a marzo del 2026, tra circa due anni. E a Limbiate sorgerà la seconda Rems della Lombardia, l’unica della provincia di Monza e Brianza. Una Residenza per l’esecuzione di misure di sicurezza per accogliere autori di reato affetti da disturbi mentali e socialmente pericolosi. E la nuova realtà, i cui lavori sono stati affidati con gara indetta lo scorso luglio, vedrà la luce su due ex padiglioni storici del complesso dell’ex ospedale psichiatrico di Mombello, chiuso definitivamente successivamente alla legge Basaglia nel 1999. Negli ex padiglioni Forlanini e Ronzoni, in via Garibaldi, ai piedi della collina di Mombello che si estende per circa 800mila metri quadrati dove un tempo c’era l’ospedale psichiatrico, sorgeranno due strutture dove verranno accolte persone autori di reato affetti da disturbi mentali.
Il cantiere è iniziato lo scorso gennaio e i lavori procedono. Sul vecchio complesso svettano le gru e all’interno dell’area sono in movimento i macchinari con le maestranze all’opera. Un investimento di circa 15 milioni di euro con un cantiere da consegnare in un tempo stimato di 600 giorni dall’avvio dei lavori.
“L’intervento prevede la completa ristrutturazione per recupero e riqualificazione funzionale e strutturale dei due edifici da adibire a Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza a Bassa Intensità Assistenziale” si legge nella presentazione. Un’operazione urbanistica su un lotto che si estende quasi su 18mila metri quadrati di superficie di proprietà dell’Asst Rhodense. Qui saranno ospitati due nuclei adibiti ad accogliere ciascuno venti ospiti. Nella progettazione i due storici padiglioni vedranno una divisione degli spazi tra “aree di soggiorno” e “attività diurne” in accordo con le scelte sanitarie. Le giornate verranno trascorse dai detenuti al piano inferiore, “in diretta connessione con il parco protetto esterno eliminando così le barriere architettoniche (che il piano rialzato dell’edificio storico creava) con la creazione di nuove terrazze esterne collegate al parco tramite rampe e movimenti di terra”.
“La creazione di due aree attorno agli edifici segue la storica delimitazione territoriale: l’intenzione non è quella di murare il confine con chiusure di protezione antifuga (sbarre) che ricordino i precedenti OPG (ospedali psichiatrici giudiziari, Ndr) bensì indirizzare verso una delimitazione semitrasparente in accordo anche con la volontà della Soprintendenza in modo da rievocare la storia degli edifici, senza ricalcarne la funzione di isolamento e barriera”.
Quando la Rems sarà realtà e sarà pronta, accendendo dal cancello lungo via Garibaldi, si entrerà nell’area verde e nel parcheggio a forma quadrata che nell’idea del progetto vuole anche essere un’area di “cuscinetto” verso i due edifici con il parco recintato. Per esigenze di sicurezza, come specificato nel progetto, “si prevede una recinzione aggiuntiva posta dietro ai muretti esistenti alta 4 metri”. Lungo via Garibaldi sarà conservato il muro di cinta dell’ex manicomio di Mombello.
“Per l’area c’era il rischio di degrado totale” ha precisato il sindaco Antonio Romeo che giovedì 6 giugno è intervenuto durante il convegno organizzato “Disabilità intellettiva e autismo: dall’alienazione alla cura personalizzata”. Un appuntamento internazionale sul tema della salute mentale organizzato proprio a Limbiate che ha visto il coinvolgimento del board Eamhid (Associazione Europea per la Salute Mentale nella Disabilità Intellettiva), dell’Università Bicocca e dei professionisti di ASST Brianza. Il primo cittadino, insieme al direttore sociosanitario Antonino Zagari di ASST Brianza e a Sergio Terrevazzi, direttore della RSD Beato Papa Giovanni XXIII (Residenza sanitaria per disabili) ha illustrato le progettualità previste nell’area che punta a rinascere come città della Salute con la nuova Casa di Comunità della Asst Brianza, il futuro ospedale di comunità che sorgerà accanto al presidio Corberi, un tempo adibito ad ospitare i piccoli pazienti del manicomio, la nuova fermata della metrotranvia, il centro sportivo comunale e le realtà territoriali storicamente presenti in città, dal servizio cani guida dei Lions alla caserma dei carabinieri poco distante dove il comune sta investendo due milioni di euro per la realizzazione degli alloggi.
“In questi anni abbiamo vissuto con due città nella stessa Limbiate: un paese reale e uno irreale, quello dell’ex ospedale che si estende su un’area grande 800mila mq. Una sorta di città nella città che ha sempre vissuto come un corpo a sè e non parte integrante nel paese che i cittadini vedevano come luogo di sofferenza fino a qualche anno fa. Ora vogliamo sognare una città diversa: da paese di dolore a una città della salute” ha spiegato Romeo. “Serve però un cambiamento culturale oltre che di servizio altrimenti c’è il rischio di chiusura: dobbiamo portare questa città nella città. Come sindaco sogno che si può ripartire, guardando un mondo diverso. È uno spazio unico in Italia: ha il verde, è dotato di strutture ospedaliere, scuole e una chiesa”. “Manca l’attenzione del mondo esterno. Fino a che non butteremo giù pezzi delle mura esterne tutti gli sforzi saranno vanificati perché il rischio è che queste mura siano ancora una città nella città che frena il cittadino che non frequenta questo spazio perché ha la percezione di un luogo chiuso” ha concluso.











