di Giunta e Osservatorio Carcere UCPI
camerepenali.it, 29 aprile 2025
La vicenda riportata da diversi media relativa alla elezione della dott.ssa Sterpetti a Garante per i diritti delle persone detenute, da parte del consiglio comunale di Asti, dimostra quanto, proprio sulle scelte che riguardano il carcere, sia davvero carente ogni forma di consapevolezza e sensibilità in capo a chi riveste ruoli di responsabilità politica e istituzionale. Individuare figure per ragioni di parte e senza valutazione adeguata di profili di esperienza specifica sul campo delle tutele dei diritti dei detenuti, vuol dire tradire il senso che dovrebbe governare le scelte più opportune, seppure a livello comunale, per un’autorità di garanzia importante quale è quella a presidio delle persone private della libertà personale. E lo è ancor di più, specie in questo particolare momento di dolore e sofferenza nelle carceri, scandito da continui suicidi (29) e decessi non accertati (67), specie tra i detenuti.
Leggere, come riportato dalla stampa, che la neoeletta garante abbia manifestato pubblicamente, in passato, disprezzo per la vita umana, in questo caso, di un detenuto, sino ad irriderlo per avere deciso di protestare attraverso uno “sciopero della fame”, auspicandone la morte quale soluzione alla mancanza della pena capitale, palesa tutta l’insensatezza della scelta, adottata solo per far prevalere rapporti di forza politica e senza alcun riguardo verso le ragioni di un così rilevante ruolo.
Ciò, più di ogni altro articolato curriculum, manifesta l’assoluta inidoneità della figura prescelta, che offende l’intera istituzione comunale e soprattutto l’intera comunità penitenziaria, fatta di detenuti, operatori, educatori, personale di polizia, volontari, amministrativi, medici e infermieri, che si trova a fronteggiare condizioni detentive dai tratti disumani e degradanti.
E non si tratta, certo, di disquisire di sensibilità e/o orientamenti politici, che appartengono alla sfera intima di ognuno e che nulla possono rilevare nella scelta in questione. Siamo dinanzi all’assoluta mancanza di caratteristiche idonee alla funzione, ancor più in ragione dell’assenza, nella delibera istitutiva del garante astigiano, del requisito della comprovata esperienza o formazione specifica.
È proprio in questi momenti, proprio su queste scelte che si misura la qualità di una classe politica. Purtroppo, a giudicare da quanto avvenuto ad Asti, si confermano le nostre preoccupazioni per la diffusa incapacità e inadeguatezza oltre che insensibilità dei decisori politici dinanzi alle condizioni delle nostre carceri, sempre più luoghi in cui muore la Costituzione e la nostra civiltà.











