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di Luca De Vito


La Repubblica, 8 novembre 2021

 

Il caso Voghera finisce sul tavolo della ministra della Giustizia. E solleva richieste di chiarimenti, tra politici e penalisti, dopo l'inchiesta di Repubblica che ha sottolineato una serie di dubbi sulle indagini per la morte del 38enne Youns El Boussettaoui, ucciso il 20 luglio scorso da un colpo di pistola partito dall'arma dell'ex assessore leghista del Comune pavese, Massimo Adriatici. "Fermo restando che in ogni caso giudiziario c'è sempre la presunzione di non colpevolezza per tutti fino alla sentenza definitiva, ci sono due cose che mi colpiscono nella vicenda di Voghera - dice Giuliano Pisapia, eurodeputato del Partito democratico, ex sindaco di Milano e avvocato penalista -. Per prima cosa i dubbi e le modifiche sul reato ipotizzato inizialmente: omicidio volontario o eccesso colposo in legittima difesa? È abbastanza normale che il reato contestato in prima battuta possa poi essere modificato, ma di solito questo avviene alla conclusione delle indagini, quando sono stati fatti tutti gli accertamenti".

Una serie di ombre si è allungata sul procedimento della procura di Pavia. Come l'autopsia effettuata in tempi record e senza avvisare gli avvocati, il video che mostra come Adriatici abbia parlato con i testimoni la sera stessa, le immagini che mostrano la familiarità dell'ex assessore con gli agenti della scientifica ancora in piazza Meardi, luogo della sparatoria. Fino all'incontro elettorale a tre giorni dal ballottaggio per le Comunali di Legnano del 2020 che vide la partecipazione dell'allora procuratore aggiunto di Pavia (e attuale reggente) Mario Venditti, alla presenza del leghista Angelo Ciocca.

"L'altro aspetto che mi colpisce, ed è una perplessità di carattere generale, è la partecipazione di un pubblico ministero, tanto più se procuratore aggiunto, a un evento elettorale della Lega o di qualsiasi altro partito - aggiunge Pisapia -. Non ha una rilevanza dal punto di vista delle indagini, ma sicuramente rappresenta un problema di opportunità. Sono molto utili i dibattiti e i convegni con magistrati, avvocati e legislatori che si confrontano sui temi della giustizia in generale, ma è ben diverso partecipare a un dibattito chiaramente elettorale, tanto più su temi peraltro delicati, come quello di una commissione antimafia".

Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra italiana, ha annunciato un'interrogazione parlamentare alla ministra Cartabia: "Non ci possono essere in questa vicenda terribile zone d'ombra e punti oscuri - ha detto - I molti, troppi dubbi sulla gestione dell'indagine da parte della locale procura devono essere sgombrati al più presto, deve farlo lo Stato anche per rispetto nei confronti dei familiari della vittima. Presenteremo per questo un'interrogazione parlamentare alla ministra Cartabia affinché sia attivata un'ispezione ministeriale che verifichi la veridicità delle accuse". Anche la famiglia di Youns è decisa ad andare fino in fondo e a scoprire la verità. "Dietro a questa storia non c'è solo la sparatoria di un assessore e un maghrebino rimasto ucciso - dice Debora Piazza, avvocata che assiste i familiari -, ma c'è ben altro. Siamo davanti a fortissimi gruppi di potere che cercano di calpestare i diritti delle persone più deboli".