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di Danilo Taino

 

Corriere della Sera, 25 marzo 2021

 

In una fase come l'attuale, nella quale tutto il mondo punta all'immunizzazione dal Covid, la ricerca di accordi e di compromessi, a maggior ragione con Paesi amici, è probabilmente una strada migliore, per ottenere risultati, che non l'intrapresa di scontri che si sa come iniziano ma non come finiscono.

Facile a dirsi che l'Unione europea può confiscare i vaccini presenti sul proprio territorio e impedirne l'esportazione. Piuttosto rischioso farlo. A parte le conseguenze politiche di breve e di lunga durata di una scelta del genere - che è sul tavolo del Consiglio europeo di oggi - il pericolo di aprire le porte a un occhio per occhio è reale. L'ha sottolineato, tra gli altri, Micheál Martin, il primo ministro irlandese, quando gli è stato chiesto cosa ne pensasse della proposta in discussione tra Bruxelles e le capitali del Continente. "Sono molto contrario - ha risposto - Sarebbe un passo decisamente retrogrado. È assolutamente vitale che manteniamo aperte le catene di fornitura". Se infatti i Paesi eventualmente colpiti dal blocco della Ue decidessero per rappresaglia di bloccare il loro export di componenti di vaccini in Europa, sarebbe un disastro per tutti.

Martin ha portato tre numeri a sostegno della sua opposizione: per produrre il vaccino di Pfizer-BioNTech servono 280 materiali. Questi sono realizzati da 86 fornitori. I quali stanno in 19 Paesi compresa la Gran Bretagna, la quale è il target principale dell'iniziativa europea. La situazione delle forniture è già sotto pressione oggi. Adar Powalla, numero uno della Serum Institute of India che sta producendo milioni di dosi AstraZeneca, ha detto a un dibattito della Banca Mondiale che una legge degli Stati Uniti impedisce l'esportazione di materiali chiave per i vaccini e ciò crea colli di bottiglia seri nella produzione.

Una scelta drastica di confisca in Europa aumenterebbe lo stress. Cosa serve per produrre un vaccino? Innanzitutto, gli ingredienti attivi che nel caso di AstraZeneca sono vettori di adenovirus di scimpanzè e nel caso di Pfizer-BioNTech sono messaggeri Rna modificati. Poi ci sono gli ingredienti aggiunti, ad esempio adiuvanti. Inoltre, servono prodotti utili alla manifattura che non necessariamente compaiono nel prodotto finito: proteine, antibiotici, regolatori dell'acidità. Infine, c'è la confezione e la logistica. Questo vale per ogni vaccino. In una fase come l'attuale, nella quale tutto il mondo punta all'immunizzazione, la ricerca di accordi e di compromessi, a maggior ragione con Paesi amici, è probabilmente una strada migliore, per ottenere risultati, che non l'intrapresa di scontri che si sa come iniziano ma non come finiscono.