di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 9 marzo 2020
"La situazione è a rischio anche a causa di una cattiva comunicazione. Sta passando il messaggio che i collegamenti del carcere con l'esterno sono completamente interrotti, ma non è così, bisogna riportare un po' di razionalità e placare gli animi".
Mauro Palma, Garante nazionale dei detenuti, annuncia che anche il suo ufficio cercherà di collaborare per riportare la calma nei penitenziari in rivolta: "Andremo negli istituti per spiegare direttamente la situazione ai detenuti".
E qual è la situazione?
"In un contesto molto complicato anche per la società esterna, è giusto prendere precauzioni anche all'interno delle carceri. Il blocco degli incontri diretti fino al 22 marzo, cioè per due settimane, può avere un senso se nel frattempo l'amministrazione penitenziaria si impegna perché siano realmente sostituiti con i colloqui a distanza".
Come?
"Con i collegamenti via skype, che però devono essere estesi a tutti, e non riservati ai circuiti della media sicurezza come ora; anche i reclusi in alta sicurezza devono averli. E l'aumento delle telefonate, sempre in sostituzione delle visite, deve essere non solo nel numero delle chiamate, ma anche nella durata. Inoltre va chiarito che la possibilità di sospendere i permessi premio e le uscite in semilibertà è sottoposta al vaglio dei magistrati di sorveglianza, senza automatismi, e questo significa decidere situazione per situazione, distretto per distretto".
In tutto questo il sovraffollamento resta un problema...
"Certo, peraltro destinato ad aumentare dopo i trasferimenti in altri istituti a causa delle rivolte che ieri hanno reso inagibili le strutture di Frosinone e Modena. In questo senso credo che si debba ragionare sulla possibilità di concedere una liberazione anticipata speciale, o in detenzione domiciliare, sempre a discrezione del giudice, per chi sta scontando le ultime settimane o gli ultimi mesi di pena, esclusi ovviamente coloro che hanno preso parte agli episodi di violenza".
E l'ipotesi di un'amnistia?
"Sono contrario, e credo sia sbagliato persino parlarne. Non ci sono le condizioni, e si rischia di far balenare illusioni che susciterebbero altre situazioni di criticità".










