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di Matteo Pucciarelli


La Repubblica, 2 agosto 2021

 

L'ex presidente del Consiglio difende l'intesa sul testo Cartabia: "È stata una vittoria". E si scaglia contro Melicchio che vota con l'opposizione. Toninelli insiste: meglio consultare gli iscritti. In assemblea coi parlamentari Giuseppe Conte se la prende con i disidenti e difende a spada tratta l'accordo di giovedì scorso in Consiglio dei ministri, "è stata una vittoria". Lo fa anche Alfonso Bonafede ("voterò sì alla fiducia e lo farò con grande orgoglio"), l'ex ministro della Giustizia la cui riforma è stata cestinata - a sentire le dichiarazioni pubbliche di esponenti di Lega, Forza Italia e Italia Viva - e che invece, parola dello stesso ex presidente del Consiglio, "è per tre quarti sovrapponibile a quella di Marta Cartabia".

L'assemblea degli eletti del M5S alla fine promuove il lavoro del proprio (quasi) presidente del partito, anche se alla storia dei "tre quarti" sono in pochi a dar credito. Sui reati ambientali, ad esempio, sono stati i deputati della commissione Ambiente a chiedere ulteriori allargamenti temporali nei processi, ma è praticamente impossibile fare altre modifiche al testo, così anche sulla gestione del decreto semplificazioni c'è stata qualche lamentela. Danilo Toninelli ha ribadito che avrebbe preferito far vidimare l'accordo dagli iscritti con una votazione sulla nuova piattaforma ("la riforma rimane la riforma Bonafede e quindi non tradiamo nessun valore e non tradiamo nessun principio. Non possiamo presentarci e svolgere l'attività politica, istituzionale e di governo se ogni volta dobbiamo passare per il voto sul web", la replica di Conte).

Una sola deputata invece ha spiegato che no, difficilmente dirà sì in aula, oggi o domani, al voto di fiducia. "Sono in difficoltà. Ci sono stati miglioramenti ma questo testo resta un abominio. Con questo non voglio mancare di rispetto alle persone che si sono impegnate per migliorare la riforma e a chi ha più competenze ma sono molto in difficoltà anche se non mi sono mai permessa di uscire con dichiarazioni su questo mio disagio", le parole di Antonella Papiro.

Dopodiché c'è un dato che ieri ha fatto preoccupare Conte, cioè l'assenza in aula alla Camera di una quarantina di deputati del Movimento, un quarto del gruppo, al voto sulla pregiudiziale di costituzionalità proposta dagli ex 5S di "L'Alternativa C'è". Nomi anche di peso, come Giulia Sarti, che poi però a inizio discussione ha illustrato la riforma; ma pure l'ex sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi, l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo Conte Riccardo Fraccaro. "È vero che era domenica, che la nostra presenza non era fondamentale, ma noi la nostra forza la dimostriamo con la compattezza. Chi vuole bene al M5S partecipa alle votazioni ed ai processi decisori compattamente, esprimendo la nostra linea", ha sottolineato.

E all'unico voto interno in dissenso sulle pregiudiziali, quello di Alessandro Melicchio, altro rimprovero: "Hai mancato di rispetto a tutti i tuoi colleghi ed è arrogante e presuntuoso pensare che la tua coscienza sia più importante di quella collettiva e dei tuoi colleghi. D'ora in poi queste cose devono cambiare". Posto che comunque altri gruppi (Forza Italia, Italia Viva, il misto) hanno avuti tassi di presenza ancora più bassi, e la Lega molto simili a quelli dei 5 Stelle. Segnale di ammutinamento in vista della fiducia che si voterà oggi? Nel Movimento assicurano di no. "Ero al matrimonio della mia migliore amica - assicura ad esempio Vittoria Baldino, una dei non presenti a Montecitorio - e peraltro penso che la presenza del M5S sia stata determinante per evitare una moria di processi. Conte ha fatto un ottimo lavoro. Al governo ha dimostrato ampie doti di mediatore, ora determinazione".

Oggi e domani comunque sarà una doppia giornata di voto per il Movimento. Non solo sulla riforma della giustizia, ma anche per la modifica dello Statuto e che istituisce la figura del presidente, Conte per l'appunto. Problemi non ce ne saranno, se non per il quorum. Infatti la modifica passerà solo se parteciperà la maggioranza assoluta degli iscritti, altrimenti si dovrà andare in seconda convocazione, il 5-6 agosto, dove basterà la maggioranza semplice