sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Eleonora Camilli

La Stampa, 10 agosto 2025

Sui permessi di soggiorno la Questura di Torino si difende: “Da mesi adottate migliorie”. Il Viminale è pronto a fare appello contro la sentenza di Torino sui migranti: “Il contenuto è al vaglio, daremo mandato all’Avvocatura di Stato”. Parte l’effetto “emulazione”, pronti a fare ricorso collettivo anche in altre città. Come anticipato su La Stampa, il Tribunale civile del capoluogo piemontese ha condannato il Ministero dell’Interno per le code e le attese di chi vuole chiedere protezione internazionale: il giudice ha parlato di “prassi discriminatoria” e “condizioni mortificanti”, oltre che di “criteri” di ingressi agli sportelli “oscuri”.

La Questura di Torino dovrà cambiare sistema - Poi, ha obbligato la Questura di Torino a cambiare organizzazione, ispirandosi al modello di prenotazione online di Milano. La decisione è arrivata dopo il ricorso collettivo di 18 richiedenti asilo insieme all’Asgi, l’Associazione per gli studi giuridici sull’Immigrazione: nel mirino l’obbligo, per i migranti, di attendere ore davanti agli uffici senza ricevere mai un appuntamento. Ogni giorno, su un centinaio di persone, ne vengono fatte entrare dagli agenti una decina in media. E così nell’attesa di poter far domande, che dura mesi, chi è scappato dal proprio Paese perde i diritti sanciti dall’Europa: quello di avere un medico, un aiuto per la casa, un lavoro. È la prima volta che si arriva nel merito di un ricorso anti-discriminatorio, e la sentenza può diventare modello per le altre città. “Come rete di amministratori locali (la Rami, ndr)- spiega il consigliere di Bologna Siid Negash -abbiamo intenzione di fare anche noi varie class action con l’aiuto dell’Asgi”.

Di “una vittoria storica per chi da anni denuncia prassi illegittime e disumane” parla Marco Grimaldi di Avs. “Non ci sono alibi: né la carenza di personale né il disordine organizzativo possono giustificare la violazione dei diritti fondamentali. Lo Stato ha il dovere di garantire dignità, non di calpestarla”. Anche per il segretario di +Europa Riccardo Magi “siamo di fronte a una vera e propria discriminazione di Stato” che rappresenta una prassi consolidata: “Il governo fa propaganda su legge e ordine ma sono proprio Meloni e Piantedosi a muoversi nell’illegalità e a creare caos - aggiunge -. Peraltro tutto ciò è assurdo se pensiamo che lo stesso governo dice di voler aumentare il numero di cittadini stranieri regolari”. La vicepresidente del Senato, Anna Rossomando (Pd), depositerà un’interrogazione a Palazzo Madama per conoscere “quale organizzazione sia stata approntata per garantire i diritti dei richiedenti asilo e quali saranno i correttivi”.

Diametralmente opposto il commento di Augusta Montaruli di Fratelli d’Italia: “Non penso che si possa ritenere discriminatorio il comportamento della questura, gli operatori lavorano a ritmi intensi anche per risolvere una questione ereditata dopo anni di lassismo”. Per la deputata oggi le procedure sono decisamente più rigorose rispetto al passato “a dimostrazione di un evidente miglioramento”. A questo va aggiunto che “la stragrande maggioranza delle richieste d’asilo viene respinta”. Ma quelle dei 18 ricorrenti, ora, verranno passate al vaglio: “Sono stati già tutti ricevuti presso i nostri uffici - spiegano dalla questura di Torino - e hanno potuto presentare le istanze di protezione internazionale. La situazione complessiva è in costante miglioramento; rispetto al passato sono attive procedure che consentono percorsi facilitati per la presentazione delle istanze da parte degli stranieri”.