di Claudia Morelli
Italia Oggi, 26 gennaio 2021
La carta che il ministro della giustizia Alfonso Bonafede intende giocarsi per salvare la poltrona e con essa il governo Conte-bis, sarebbe quella di un nuovo decreto legge per recuperare al Paese quella capacità attrattiva dissolta in processi civili e penali che durano decenni.
Ampliare l'utilizzo di sistemi di Adr incentivandoli fiscalmente, ammissibilità di misure cautelari nell'arbitrato, introduzione nel codice di procedura civile del principio di sinteticità e chiarezza degli atti di parte e del giudice, introduzione di meccanismi premiali se le parti, in casi specifici, concorrano a snellire la fase decisoria in Cassazione. La carta che il ministro della giustizia Alfonso Bonafede intende giocarsi per salvare la poltrona e con essa il governo Conte-bis, sarebbe quella di un nuovo decreto legge destinato a integrare, da una parte, le riforme del processo civile, del processo penale e dell'ordinamento giudiziario, pendenti in Parlamento da prima del Covid 19; dall'altra, a supportare le misure organizzative di rafforzamento delle risorse negli uffici giudiziari, prevista dalla legge di Bilancio 2021. A questa rosa di interventi sarebbe affidata la resilienza e il riscatto del sistema Giustizia, per circa 3 miliardi di euro, per recuperare al Paese quella capacità attrattiva dissolta in processi civili e penali che durano decenni.
Il governo Conte è appeso al filo della relazione annuale sull'andamento della giustizia del ministro Bonafede in Parlamento. Ma troppo lontane appaiono le proposte del guardasigilli e il suo approccio giustizialista, tradotto nelle norme sulla prescrizione.
Da qui, l'intenzione di accelerare la presentazione di un nuovo decreto legge il quale interverrebbe a mettere qualche pezza dopo che l'esperienza del servizio Giustizia in epoca pandemica si è dimostrata più che rivedibile: cancellerie bloccate nell'accesso da remoto; indecisione verso le udienze da remoto; molti uffici giudiziaria ancora non digitalizzati e collegati alla rete; processo civile telematico ormai vecchio, processo penale e di cassazione solo alle prime battute telematiche (non senza default); scarsa tenuta dei server e continuità della giustizia sempre più in crisi con frequenti blocchi del sistema (a novembre il sistema dei depositi telematici si è bloccato in tutto il Sud). Questi, in sintesi, comunque, alcuni interventi in via di definizione con il provvedimento d'urgenza, che Italia Oggi può anticipare.
Adr. Misure di incentivazione fiscale, sia implementando e semplificando l'attuazione di quelle esistenti, sia introducendone di nuove, per estendere l'utilizzo delle Alternative dispute resolution (risoluzione alternativa delle controversie).
Processo civile. Misure per migliorare l'efficienza del processo con riferimento ai temi centrali delle preclusioni processuali, ristabilendo le cadenze temporali per la definizione del thema decidendum, affinché alla prima udienza le posizioni delle parti siano complete e il giudice possa valutare le scelte processuali funzionali alla più rapida definizione del giudizio; principio di chiarezza e sinteticità degli atti delle parti e del giudice; ulteriore accelerazione del giudizio di appello.
Arbitrato. Agli arbitri conferire il potere di concedere sequestri ed altri provvedimenti cautelari se previsto dalla convenzione di arbitrato o da altro atto scritto separato redatto anteriormente all'instaurazione del giudizio arbitrale.
Spese di giustizia. Meccanismi premiali ove le parti, in casi specifici, concorrano a snellire la fase decisoria in Cassazione, e in materia di digitalizzazione dei pagamenti delle indennità di cui alla legge 24 marzo 2001, n. 89, al fine di accelerare il procedimento di liquidazione.











