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La Presse, 3 aprile 2015

 

La Lituania ha riaperto un'indagine penale sulle accuse secondo cui funzionari della sicurezza di Stato avrebbero aiutato la Cia a gestire una prigione segreta nel Paese. Lo annuncia un portavoce della procura generale in un'e-mail inviata a Reuters. I procuratori avevano chiuso l'indagine quattro anni fa, ma hanno deciso di riaprirla dopo che l'anno scorso il Senato Usa ha pubblicato i dettagli relativi a una struttura segreta della Cia, senza fornirne la localizzazione, che coincideva con le notizie relative a un sito in Lituania. Attivisti per i diritti umani e avvocati che si occupano degli uomini imprigionati dalla Cia sostengono che la Lituania, stretto alleato Usa, facesse parte di una rete globale di siti segreti utilizzati dalla Cia per trattenere e interrogare sospetti di al-Qaeda dopo gli attacchi dell'11 settembre del 2001. Le autorità della Lituania non hanno mai riconosciuto di avere ospitato una prigione della Cia e il governo Usa non ha mai rivelato dove si trovassero le strutture, ammettendone però l'esistenza e ammettendo che in alcuni casi i detenuti siano stati torturati.