di Lara Loreti
Il Tirreno, 11 aprile 2015
Dopo 8 anni, ecco l'edificio ristrutturato: celle confortevoli e tecnologiche. La Uil: "Perplessità sul numero del personale". Con la primavera, ventate di novità anche alle Sughere: dopo anni di polemiche, ritardi e un'inchiesta alla Procura della Repubblica di Roma, finalmente il nuovo padiglione delle Sughere ha aperto i battenti.
Nei giorni scorsi, sono arrivati i primi detenuti di "alta sicurezza", coloro, cioè, che hanno commesso reati gravi come quelli legati alla mafia. Si tratta di tutti uomini arrivati prevalentemente da Sicilia, Campania e Abruzzo. In un primo momento, sembrava che alcuni detenuti di alta sicurezza dovessero giungere in città anche da Prato, progetto poi sfumato perché le persone in questione stanno seguendo dei corsi di studi.
Arrivati a gruppi, i detenuti sono stati sistemati, così come prevede il regolamento, nelle celle singole, dotate di vari confort come docce private, tv al plasma, prese della corrente, angolo cottura in acciaio, phon e così via, oltre delle suppellettili canoniche come tavolo e sgabelli. Nelle prossime settimane, è previsto l'arrivo di altri detenuti, per un totale di 100-120 persone.
La struttura è organizzata in tre piani, ciascuno dei quali ospita 27 celle. Presenti anche l'infermeria e la cucina, anche se quest'ultima non è stata ancora aperta perché ci sono stati dei problemi. Per il momento, quindi, il cibo viene inviato al nuovo padiglione dalla vecchia cucina, dove vengono preparati i pasti per l'intero corpo dei detenuti, che ammonta a circa 150 persone.
In servizio nel nuovo padiglione attualmente ci sono trenta agenti della polizia penitenziaria, coordinati dal nuovo comandante, il commissario capo Marco Garghella (ha sostituito nei mesi scorsi la precedente, Morgana Fantozzi). Quando il padiglione funzionerà a regime - si suppone entro la fine di questo mese - gli agenti in servizio all'interno della nuova struttura saranno circa il doppio, quindi una sessantina.
Un numero che desta preoccupazione nei sindacati. Lo sottolineano i rappresentanti della Uil Penitenziaria: "Siamo perplessi perché temiamo che il numero del nostro personale non sia sufficiente per far fronte alle esigenze del nuovo padiglione. Il numero dei detenuti è destinato ad aumentare e ciò potrebbe creare problemi nella turnazione del personale - spiegano dalla Uil Penitenziaria - Infatti, se ora è possibile lavorare sei ore con quattro turni, quando si è in emergenza tutto si complica e si è costretti a fare tre turni da otto ore, con un sacrificio enorme per il personale. Come Uil monitoreremo la situazione per evitare che sia il personale a pagare scelte non congrue da parte dell'amministrazione".










