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www.laprimapagina.it, 23 aprile 2015

 

È in programma per venerdì 24 aprile presso il Teatro Goldoni di Livorno alle ore 21 la prima dello spettacolo teatrale "Il Pifferaio Magico", regia di Francesca Ricci. Lo spettacolo, liberamente tratto da "Topo dopo Topo" di Bruno Tognolini, è un progetto promosso da Coordinamento Femminile Anpi-Anppia e Arci Solidarietà Livorno con il contributo della Regione Toscana - Progetto "Teatro in carcere" e del Comune di Livorno in collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale di Livorno. Si tratterà di un video-spettacolo, perché sul palco del Goldoni saliranno complessivamente sei detenuti: quattro saranno sul palco del Goldoni mentre gli altri due reciteranno attraverso delle proiezioni video, che sono state girate nella Casa Circondariale delle Sughere di Livorno.

Con questa unione di intenti il carcere entrerà a teatro, così come grazie al laboratorio teatrale il teatro entra in carcere arrivando ai detenuti, in un'esperienza unica che permetterà agli spettatori di entrare nel carcere di Livorno e ai detenuti di uscire dalle celle, per salire sul palco del teatro. Il progetto "Teatro in Carcere" promosso dalla Regione Toscana è attivo da oltre 15 anni ed è curato da Arci Solidarietà Livorno, che organizza dei laboratori settimanali di teatro, all'interno del carcere delle Sughere.

Lo spettacolo rielabora la celebre favola del pifferaio magico di Hamelin, in un adattamento tratto da "Topo dopo Topo", opera dello scrittore e poeta Bruno Tognolini. "Ho deciso di attualizzare la storia del pifferaio magico raccontando una favola sociale e politica, dove il messaggio è che la cultura, l'arte, la poesia possono e devono cambiare il corso della storia delle nostre città pervase dal consumismo sfrenato, dal disfacimento e dall'indifferenza - racconta la regista Francesca Ricci, che cura il laboratorio teatrale in carcere - si tratta di un messaggio ancora più potente se pensiamo al contesto del carcere, e all'articolo 27 della Costituzione". Lo spettacolo sarà arricchito anche dai balletti di cinque scuole di danza livornesi, che interpreteranno i temi della favola: Arabesque, Atelier delle Arti, ArteDanza, Ex-it Danza T, Laboratorio di Danza e Movimento. La regista e attrice Alessia Cespuglio interpreterà uno dei personaggi dello spettacolo.

Lo spettacolo sarà interpretato dai detenuti della Casa Circondariale di Livorno: Ivo Casalini, Youssef Fathi, Mirko Fantozzi, Bilel Ouni, Daniel Tedesco, Daniele Testagrossa, con la partecipazione di Alessio Traversi e la collaborazione di Antonella Marcianò. Lo spettacolo è gratuito e i posti sono numerati. Per prenotare i biglietti: 0586-204327. I biglietti possono essere ritirati ogni giorno dalle 17 alle 20, oppure la sera stessa dello spettacolo.

 

Prima disamina, il carcere può perdere la sua centralità e venire sostituito - non solo agevolmente, ma anche assai più efficacemente - da sanzioni diverse dalla detenzione in una cella chiusa. In sintesi le dieci proposte contenute nel libro.

Quello che proponiamo è un decalogo per arrivare progressivamente e in modo efficace all'abolizione del carcere:

1) salvo per le violazioni più gravi di diritti e interessi fondamentali, depenalizzare tutto ciò che è possibile;

2) cancellare la "pena di morte occulta" (come Papa Bergoglio ha definito l'ergastolo) e ridurre le pene detentive.

3) diversificare il sistema delle pene, rendendo il carcere un'extrema ratio cui ricorrere solo nei casi di eccezionale gravità;

4) concentrare il processo penale su fatti realmente meritevoli di sanzione, anche attribuendo la capacità di estinguere il reato ad azioni (riparative, risarcitorie, ecc.) prestate dall'imputato in favore della vittima o della collettività;

5) ammettere la custodia cautelare solo in presenza di spiccata pericolosità dell'imputato, imponendo negli altri casi misure non detentive, di natura interdittiva, prescrittiva, pecuniaria;

6) potenziare al massimo le alternative al carcere, così da offrire a ogni detenuto una reale opportunità di reinserimento sociale;

7) garantire i diritti fondamentali dei detenuti e superare il "carcere duro" e i vari circuiti penitenziari differenziati;

8) umanizzare il carcere per quanto riguarda i luoghi e le funzioni che sopravvivranno alla sua abolizione;

9) mai più bimbi e minori in carcere: per questo alle madri di bambini sotto i 10 anni vanno riconosciuti sempre i domiciliari o l'assegnazione a case-famiglia e istituti analoghi;

10) dopo l'effettivo superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, si deve garantire che nei confronti degli autori di reato affetti da disagio psichico, le misure di sicurezza detentive siano sostituite con altre finalizzate alla riabilitazione e alla cura.