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di Elisabetta Berti

La Repubblica, 7 luglio 2024

Quell’area dell’ex carcere speciale sull’isola di Pianosa dove vissero rinchiusi terroristi e mafiosi, ora si può visitare. In quelle celle passarono da Renato Curcio a Leoluca Bagarella a tanti altri detenuti: fino al 1997 quando venne chiuso. Ora apre al turismo: tutti i giorni 88 prenotazioni ed è quasi sempre sold out. Una delle mete toscane più ambite di questa estate è l’isola di Pianosa. Non solo per la sua singolare conformazione geografica o per praticare uno dei tanti sport possibili, dal kayak alla mountain bike, ma da qualche settimana anche per visitare un’ala dell’Agrippa, il carcere di massima sicurezza chiuso da venticinque anni nel quale sono stati detenuti terroristi e mafiosi col 41bis, e per il quale le prenotazioni vanno a ruba. Dopo essere rimasto per anni in stato di abbandono, l’immobile è stato concesso dal Demanio al Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, di cui Pianosa fa parte, e quindi messo in sicurezza ed aperto al pubblico.

“È la prima volta che si può entrare nel carcere ed è un successo straordinario: registriamo il sold out quasi ogni giorno. - racconta il presidente del Parco Gianmarco Sammuri - Prima si poteva solo girare intorno a questa gigantesca struttura e osservarla da fuori. Ci sono voluti tre mesi di lavori e alcune decine di migliaia di euro per ristrutturare una piccola porzione del carcere, all’incirca il 10% del totale, ma rappresentativa della vita che si svolgeva all’interno”.

Le visite si tengono ogni giorno per quattro gruppi di 22 persone per volta - in totale 88 al giorno - con l’accompagnamento di una guida che spiega ai visitatori arrivati con la motonave dall’Isola d’Elba, e il fine settimana anche direttamente da Piombino, la storia e le trasformazioni subite nel tempo da questo luogo che fu di sofferenza e tuttavia affascinante. A partire dal nome, “diramazione Agrippa”, ripreso dal nobile romano Agrippa Postumo, nipote adottivo dell’imperatore Augusto, che fu esiliato qui divenendo di fatto il primo detenuto di Pianosa. A quest’epoca risalgono i “bagni Agrippa”, rovine romane attualmente in corso di studio da parte della Sovrintendenza. Dalla metà dell’800 sull’isola fu creata una colonia penale agricola, un’esperienza all’avanguardia del Granducato di Toscana, e nel 1864 si costruì il suo primo carcere, per 350 persone. Nel 1880 erano diventate 960.

Come diventa un carcere di massima sicurezza - Alla fine dell’Ottocento qui venivano spediti i detenuti malati di tubercolosi nell’errata convinzione che l’aria di mare potesse giovare loro. Un lazzaretto in mezzo al mare che rimase in funzione fino al 1965. Poi negli anni Settanta, per volere del generale Dalla Chiesa, l’Agrippa divenne un carcere di massima sicurezza dove furono ospitati brigatisti rossi come Renato Curcio e più tardi, negli anni Ottanta e Novanta, i capi della camorra e i boss mafiosi come Leoluca Bagarella e Nitto Santapaola. A sottolineare l’inviolabilità di Pianosa non ci si accontentò dell’isolamento, ma fu costruito un lungo muro in cemento armato che fungeva da fortificazione e che è ancora in piedi.

1997: l’ultimo detenuto - L’ultimo detenuto per mafia fu trasferito sul continente nel 1997 e il carcere fu dismesso. Ma le vicissitudini della “diramazione Agrippa” hanno segnato profondamente la storia e l’aspetto di tutta l’isola. “La maggioranza degli immobili si trova in stato d’abbandono - spiega Sammuri - Pianosa è quasi tutta del Demanio, ad eccezione di pochi edifici di proprietà del Comune di Campo nell’Elba attualmente in uso. Il Demanio sta cercando di trovare investimenti per le ristrutturazioni e in qualche caso anche per la demolizione. Ci sono infatti alcune strutture di nessun pregio architettonico che vennero realizzate nel periodo del carcere e che oggi non hanno alcuna utilità. Come Parco dell’Arcipelago chiediamo da tempo un piano per demolire quello che è irrecuperabile ed investire per ripristinare il resto”. Nel frattempo Pianosa viene raggiunta da 30mila visitatori all’anno ai quali viene offerto un variegato programma di attività che spaziano dallo snorkeling alla visita guidata in carrozza o in bus, dal trekking naturalistico alla visita del paese o alle catacombe. Le visite all’ala dell’Agrippa proseguiranno anche dopo l’estate, rimanendo vincolate ai giorni e agli orari di arrivo delle motonavi dall’Isola d’Elba. Il costo è di 20 euro compreso il servizio navetta. Per info e prenotazioni è necessario contattare l’Info park allo 0565/908231.