di Paolo Nencioni
Il Tirreno, 5 luglio 2024
Il giovane non ce l’ha fatta. È la cinquantunesima persona dall’inizio dell’anno che si è tolta la vita in un penitenziario italiano. L’uomo, livornese, era recluso da un mese e in attesa di giudizio. All’indomani del suo ricovero in ospedale, il Garante dei detenuti di Livorno Marco Solimano, aveva chiesto interventi urgenti per migliorare le condizioni di vita all’interno del penitenziario labronico, già al centro delle polemiche per l’evasione del trentaseienne campano Umberto Reazione, che aveva scavalcato il muro di cinta dell’alta sicurezza, poi rintracciato dopo 24 ore su un treno per Roma Tiburtina. È la cinquantunesima persona dall’inizio dell’anno che si è tolta la vita in un penitenziario italiano, un’emergenza senza fine.
Comunicato stampa Polpen-Uil
44 anni, origini catanesi, arrestato il 24 maggio scorso per presunti maltrattamenti in famiglia e in attesa di primo giudizio, nella sera del 1° luglio era stato trovato impiccato con un laccio ricavato da pezzi di stoffa nella sua cella della Casa Circondariale di Livorno. Immediatamente soccorso dall’agente in servizio, quest’ultimo impiegato contemporaneamente nel lavoro di tre operatori, e condotto presso l’ospedale cittadino, era apparso sin da subito in condizioni disperate. Oggi si è spento. Si tratta del 52esimo ristretto dall’inizio dell’anno suicidatosi in carceri dove la pena di morte è inflitta di fatto e, random, senza criterio. A questi decessi, vanno aggiunti i 5 appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria che nel 2024 si sono altresì tolti la vita”.
Lo afferma Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria. “Numeri di vite spezzate che sono abnormi, assurdi, indegni per un paese che voglia definirsi civile e che dovrebbero indurre a iniziative legislative concrete e ad effetto immediato, mentre stiamo vivendo un’epidemia d’indifferenza senza precedenti, tanto che ieri è stato varato dal Governo un decreto insignificante. Sono 14.500 i detenuti in più oltre ai posti disponibili e la Polizia penitenziaria, cui mancano almeno 18mila unità, costretta a turnazioni massacranti nella disorganizzazione imperante, non riesce ad adempiere come dovrebbe alle proprie funzioni. Ancora peggio per ciò che concerne l’assistenza sanitaria e psichiatrica”, aggiunge il Segretario della UILPA PP. “Noi continuiamo a pensare che vadano decretate misure emergenziali in grado di deflazionare con celerità e seriamente il sovraffollamento detentivo, potenziare subito il Corpo di polizia penitenziaria, garantire l’assistenza sanitaria e avviare riforme complessive e strutturali. Non c’è più tempo”, conclude De Fazio.









