di Matteo Scardigli
Il Tirreno, 30 giugno 2021
A rischio detenuti, educatori e guardie delle Sughere e dell'isola di Gorgona. Il Movimento 5 Stelle fa il punto su lavori e progetti delle due case circondariali, chiede al governo garanzie per i diritti e avverte: "Entro il 2023 in arrivo quasi 300 carcerati, ma le strutture sono inadeguate per il personale e per i reclusi. E i nuovi agenti non vogliono venire a Livorno".
Alloggi e sezioni fatiscenti, collegamenti del trasporto pubblico insufficienti e parcheggi inadeguati. "Quando il ministro Bonafede e il sottosegretario Ferraresi sono venuti negli anni scorsi a Livorno e Gorgona abbiamo messo in luce il tema dei diritti. Ma l'Italia continua ad essere oggetto di sanzioni per le condizioni di sovrappopolazione carceraria", premette il deputato M5S Francesco Berti, che poi racconta: "A Livorno, se da un lato i lavori al tribunale di via De Larderel sono finalmente pronti a partire, alle Sughere forse si riusciranno ad avere 50 posti letto entro il 2022 per gli agenti che entro dovranno fare fronte, entro l'anno successivo, a un sostanziale raddoppio della popolazione carceraria".
"Per metterlo a norma servono 3,6 milioni (il denaro è già stanziato, la consegna è prevista per l'agosto 2023; ndr), un'operazione strategica per attrarre le reclute della Polizia penitenziaria che oggi preferiscono lavorare altrove perché a Livorno mancano i servizi", spiega l'ex Garante dei detenuti Giovanni De Peppo, che poi precisa: "Si stanno già ristrutturando le otto sezioni che accoglieranno quasi 250-300 nuovi ospiti per un totale di circa 600, ma altre aree sono interdette. E con il prossimo pensionamento del direttore Carlo Mazzerbo, e le difficoltà nell'attrarre nuovo personale, rischiamo di perdere le competenze su cui Livorno è riuscita a costruire negli anni una rete virtuosa".
In tal senso De Peppo applaude al protocollo firmato a giugno scorso dal sindaco Luca Salvetti per la ripresa delle attività di rieducazione dei detenuti in chiave etica, e la capogruppo M5s in consiglio comunale Stella Sorgente ribadisce: "Bisogna mantenere continuità con il nostro operato e con quello del governo. A Livorno manca un autobus per le famiglie che vanno a trovare i detenuti, il servizio a chiamata non basta. E con l'aumento della popolazione carceraria è opportuno ripensare anche l'intera area di sosta, già insufficiente".











