di Nicolò Cecioni
La Nazione, 24 marzo 2015
È quasi finito il lavoro dei ragazzi della 4C dell'Istituto Colombo. La scorsa settimana gli studenti sono entrati dentro il carcere de Le Sughere per regalare ai detenuti un murales interamente dipinto da loro. È la prima volta in Italia che viene messo in atto un progetto del genere. Ci sono già state molti altri contatti tra varie case circondariali e il mondo della scuola, ma mai nessuno era entrato dentro per lavorare. "Questo carcere - ha detto Marco Solimano - è parte integrante della città. Non dobbiamo dimenticarlo. E un'iniziativa del genere serve proprio a questo. I ragazzi stanno regalando arte e cultura a tutti i detenuti. I loro bellissimi colori riempiranno le giornate a chi è costretto a vivere qui dentro".
Il disegno sprigiona un forte senso di libertà e armonia. "Ho pensato a Livorno - spiega Chiara Moneta - per realizzare la mia bozza, che poi è stata scelta per il murales. Al centro c'è un faro, simbolo della città, il mare e il sole che tramonta. In quel momento luce e ombra s'incontrano e la frenesia del giorno si mescola con la tranquillità della notte". Il murales è dipinto nella sala "relax" della casa circondariale, dove i detenuti trascorrono qualche ora di svago. "È proprio una bella esperienza - ha aggiunto la professoressa Eloise Takacs, che insieme a Paola Danesi ha seguito i ragazzi nel progetto - e sono convinta che abbia lasciato moltissimo agli alunni. Non solo dal punto di vista didattico, ma soprattutto per quanto riguarda la loro crescita personale". Il murales sarà pronto venerdì prossimo e tempere e pitture sono state messe a disposizione dal Comune di Livorno. "Siamo dei finti carcerati - hanno detto per scherzo Gianluca Taddei e Lorenzo Bettarini - ma non ci sembra di essere dentro una prigione. Ci hanno portati anche a far vedere le celle. È stato bello venire qui per due settimane".










