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di Simonetta Sciandivasci

La Stampa, 5 luglio 2022

Il 59 per cento degli italiani intervistati da YouTrend si è detto a favore della proposta di legge sullo Ius Scholae. Che cos’è lo sapete, ma ripetiamolo: è il diritto di cittadinanza per i minori stranieri residenti in Italia (attualmente quasi un milione) rilasciato in base alla frequenza di un ciclo di studi (almeno cinque anni di scuola).

Mi sento in dovere di fare qualcosa per il 40 per cento e spiccioli di sondaggiati che si dicono contrari (ma davvero siete così tanti o sono i sondaggi, talvolta un po’ stronzi e diciamo pure pregiudiziali, che vi disegnano così? O è la Questura? O l’infelicità? Cosa? Come fate? Perché? Temete che vi venga sottratto il telecomando?). Ora, per quanto non mi piaccia l’idea che il diritto di cittadinanza vada acquisito per merito, poiché noialtri nativi italiani non abbiamo meritato niente di niente, siamo nati per caso in un posto, e fine, ecco, ciò premesso (e non mi piacciono nemmeno le premesse), domando a costoro se non sia, in fondo, persino poetico che frequentare la scuola faccia maturare un diritto, renda formalmente cittadini di un Paese, specie se quel Paese è l’Italia, che la scuola la sevizia da anni.

E due. Non potendo andare a citofonare a casa di tutti, come vorrei in effetti fare (il mio ideale procedurale, nella vita, è sempre Erin Brockovich), vivamente consiglio a costoro di ascoltare un paio di canzoni che sono l’editoriale perfetto su questa questione, e più in generale sulla questione del diritto di cittadinanza, le seconde generazioni, la pressoché unica chance che abbiamo di fare di questo Paese un posto civile e cioè renderlo abitabile per i nuovi italiani, che non nascono per forza in Italia o per forza da italiani. La prima canzone è di Ghali, nato a Milano da genitori tunisini, ha qualche anno, si chiama Cara Italia e fa così: “Oh eh oh quando mi dicon va’ a casa, oh eh oh, rispondo e dico son qua, oh eh oh, io t.v.b. cara Italia, oh eh oh, sei la mia dolce metà”. L’altra si chiama Nuove Strade, è di Ernia, Rkomi, Madame, Gaia, Samurai Jay, Andry The Hitmaker. Ascoltatela. Meritiamoceli noi, questi ragazzi, se siamo capaci.