di Stefano Montefiori
Corriere della Sera, 8 febbraio 2025
Un video del ministero dell’Interno mostra spinelli, piste di cocaina, la silhouette in fiamme di un cadavere sull’asfalto e lo slogan: “Ogni giorno, ci sono persone che pagano il prezzo della droga che comprate”. A partire da domani alla televisione francese e sui social media sarà diffuso un video del ministero dell’Interno che mostra spinelli, piste di cocaina, la silhouette in fiamme di un cadavere sull’asfalto e lo slogan: “Ogni giorno, ci sono persone che pagano il prezzo della droga che comprate”. Il ministro Bruno Retailleau lo ha presentato come “un elettrochoc” al quale sottoporre i cittadini nell’ambito di una più generale “campagna di colpevolizzazione dei consumatori di droga”. Basta lassismo e tolleranza verso “l’uso ricreativo”: “Fumare uno spinello significa avere sangue sulle mani”.
Il ministro vuole rispondere all’ondata di criminalità legata al traffico di stupefacenti - 367 omicidi e tentati omicidi nel 2024 - e alla guerra tra bande che ha imperversato soprattutto a Marsiglia. È lo stesso ministro che nel suo discorso di insediamento, nel settembre scorso, annunciò di avere tre priorità: “ristabilire l’ordine, ristabilire l’ordine, ristabilire l’ordine”. Con i suoi proclami Retailleau importa un immaginario sudamericano, parla di “narco-canaglie” a proposito dei piccoli delinquenti di periferia e di “messicanizzazione della Francia”, e rilancia quella “war on drugs” inaugurata nel 1971 dal presidente americano Richard Nixon con un immenso dispendio di denaro e risultati scarsi se non controproducenti. Gli oppositori mettono in guardia: accanto alla “messicanizzazione”, c’è il rischio di una “trumpizzazione” della Francia.











