di Arrigo Cavallina
Ristretti Orizzonti, 2 gennaio 2025
La drammatica situazione delle carceri è nota: il sovraffollamento, l’arbitraria privazione delle relazioni affettive, la stretta limitazione delle comunicazioni, le condizioni igieniche, gli episodi di violenza sono tutti fattori di grave malessere resi ancora più evidenti dal mai così alto numero di suicidi. Ci sono buone ragioni per denunciare e protestare contro un regime di illegalità, spesso sanzionato anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Da più parti si chiede al Governo di intervenire con provvedimenti adeguati. E cosa fa il Governo? Eccolo il provvedimento: col DM 14 maggio 2024 istituisce il G.I.O., Gruppo di intervento operativo per stroncare con la forza le proteste. Chi ha stomaco può guardare i 44 minuti di video della presentazione: https://www.youtube.com/watch?v=jnVVF4U7RLo
Il Governo torna ad occuparsi di carcere nel disegno di legge sulla Sicurezza, approvato dalla Camera e attualmente al Senato. All’art. 15 prevede che possano essere incarcerate anche le donne incinte o con bambini di meno di un anno. All’art. 26 aumenta la pena, che già arriva a 5 anni, per chi istiga alla disobbedienza, se questo avviene dentro un carcere. Inoltre chi in carcere compie atti di resistenza, anche passiva, all’esecuzione di ordini è punito con la reclusione fino a 5 anni. Se poi è tra i promotori si arriva a otto anni. La nonviolenza è equiparata alla violenza in una norma chiamata “anti Gandhi”.
Ma la ciliegina simbolo non solo della politica penitenziaria, ma direi dell’ispirazione e della direzione del Governo la troviamo in questo Provvedimento del Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia (quindi governativo, risalendo la catena di comando) del 5 dicembre scorso, che stabilisce lo stemma del G.I.O.
Non sappiamo se ne siano già stati reclutati i membri, ma sappiamo che questo è il loro stemma. Possiamo confrontarlo con la norma costituzionale sulla finalità rieducativa della pena. In una grafica molto riconoscibile, riconosciamo anche al centro il gladio, la spada romana. Quante evocazioni.









