sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Aldo Grasso


Corriere della Sera, 17 febbraio 2020

 

Basata sul romanzo-inchiesta di Roberto Saviano, la serie vuole raccontare la criminalità globale seguendo il viaggio della cocaina. Dopo il successo di "Gomorra" o di "Narcos", che hanno scavato sempre più a fondo e senza remore nelle viscere delle organizzazioni criminali, il rischio di scadere nel "già visto" era altissimo. "ZeroZeroZero", la nuova serie prodotta da Sky con Amazon Studios e Canal+, sfugge alla trappola, deviando parzialmente dal solco tracciato.

Basata sul libro di Roberto Saviano, "Zero ZeroZero" vuole raccontare la criminalità globale seguendo il viaggio della cocaina: dalla preparazione alla sua immissione sui mercati illegali di tutto il mondo. È un percorso che mette l'accento sulle economie occulte che governano le leggi della criminalità. Ma è anche una storia di famiglie, di stili mafiosi differenti, di contesti locali dove tradizioni ancestrali e operazioni finanziarie si tengono in un filo che lega tutto.

Emblematica, in questo senso, la differenza profonda tra il vecchio boss della 'ndrangheta Don Minu che vive in un bunker e addestra il nipote ("non c'è nessuna pietà nella delusione"), le squadre della morte messicane e gli insospettabili uomini d'affari americani. Nulla come la criminalità tiene insieme globale e locale, sembra dirci la serie. Diretta da Stefano Sollima e scritta, tra gli altri, con Leonardo Fasoli e Stefano Bises, la fiction alterna scene d'azione tipiche del crime americano con il gusto nazionale dell'indugiare sui personaggi, alla ricerca delle radici del male e di un'umanità tormentata. "ZeroZeroZero" vuole essere tante cose, ma soprattutto un trattato di economia criminale, che mette in scena la legge della domanda e dell'offerta; le famiglie vengono presentate rispetto ai loro ruoli nella filiera e nella catena del valore (i "compratori", i "venditori", gli "intermediari"). Le musiche dei Mogway e una fotografia curata fanno risaltare un cast internazionale nel quale spiccano Gabriel Byrne e Giuseppe De Domenico, nei panni del rampante 'ndranghetista Stefano La Piana.