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di Marco Grasso

Il Fatto Quotidiano, 18 luglio 2024

Sono almeno 25mila i detenuti che beneficerebbero immediatamente dell’emendamento Zanettin: il provvedimento svuota-carceri allo studio della maggioranza che concederebbe la semilibertà a chi sta scontando pene fino ai quattro anni di carcere. La stima, basata sui dati ufficiali del ministero della Giustizia (secondo cui sono circa 60 mila i detenuti nelle carceri italiane), rischia tuttavia di essere molto al ribasso. Per come è stato pensato il provvedimento, proposto da Forza Italia, la possibilità di accedere alla semilibertà sarebbe estesa infatti anche a un’ulteriore platea, impossibile al momento da calcolare con numeri certi: tutti coloro che hanno già scontato almeno un terzo della pena.

La semilibertà è un regime carcerario che consente ai detenuti di passare le giornate fuori dai penitenziari, obbligandoli a tornare ogni sera all’interno del perimetro carcerario. La leggina moltiplicherebbe di otto volte, da sei mesi a quattro anni (compresi i residui di pena ancora da scontare), il limite di pena che consente a un detenuto di accedere al beneficio, aumentando in modo molto significativo gli aventi diritto. Dai dati del ministero della Giustizia ci sono infatti 7.900 detenuti a cui rimane da scontare una pena di meno di un anno; 8.300 con pene comprese tra uno e due anni; 7.100 fra i 2 e i 3; altri 9.500 a cui restano fra i 4 e i 5 anni (e che andrebbero dunque valutati caso per caso).

La ratio della proposta è spiegata nella relazione tecnica che l’accompagna: “La semilibertà è relegata a misura Cenerentola, pur costituendo il primo passaggio utile dalla detenzione alla libertà. L’elevazione del tetto di pena consente di far rientrare nella misura una fetta non trascurabile di condannati per reati di più modesto allarme sociale”. Una conclusione discutibile se si considera che i reati intercettati, con un aumento della platea dei candidati così importante, potrebbero non essere più così “modesti”.

La soluzione al sovraffollamento carcerario, che porta la firma di Pierantonio Zanettin, arriva dopo la bocciatura di un altro provvedimento, il cosiddetto “indulto mascherato”, ipotizzato dal deputato renziano Roberto Giachetti. La proposta Giachetti prevedeva di aumentare lo sconto di pena per buona condotta dagli attuali 45 giorni a 60, o addirittura 75 giorni ogni 6 mesi. Una strada che però è stata bloccata da Giorgia Meloni. È in questo contesto che nasce dunque la proposta formulata da Forza Italia, che spera di trovare una convergenza con gli alleati della maggioranza ora che il testo sulle carceri arriva in Commissione Giustizia al Senato.

Sull’emendamento c’è già il via libera informale del viceministro Francesco Paolo Sisto, ma manca ancora il parere di Fratelli d’Italia, alle prese con le pressioni in arrivo dal mondo carcerario, alle prese con una crisi di che sta assumendo toni drammatici, con il susseguirsi di suicidi e picchi di sovraffollamento come quello denunciato a Regina Coeli, che ospita il 180% di detenuti rispetto ai posti disponibili.