di Mario Borra
Il Giorno, 2 ottobre 2024
La consigliera regionale del Pd Vallacchi in visita. “Nota positiva le tante iniziative pensate per i detenuti”. Il carcere di Lodi scoppia. Il numero dei detenuti, infatti, dovrebbe essere la metà di quelli presenti ora: la denuncia arriva direttamente dalla consigliera regionale Pd, Roberta Vallacchi la quale ieri ha fatto il punto, mettendo in luce la principale criticità legata al sovraffollamento. Secondo i dati in suo possesso appresi durante la visita alla struttura di via Cagnola, le persone dietro alle sbarre sono ottanta, ma dovrebbero essercene la metà: di questi sessanta sono tossicodipendenti, “molti dei quali potrebbero accedere alla pena alternativa nelle comunità terapeutiche, ma la lista d’attesa è davvero lunga per carenza di posti”.
Con l’appoggio del Serd dell’Asst esiste un percorso di preparazione per chi ha problemi di dipendenza e che intende scegliere l’alternativa della comunità terapeutica, anche se i posti in queste strutture sono molto pochi. “Ne servirebbero di più per consentire a queste persone di essere curate in un luogo idoneo e conseguentemente alleggerire le carceri” ha spiegato l’esponente dem. Vallacchi però riconosce il lavoro svolto dalla direttrice dell’istituto di pena, Anna Laura Confuorto la quale “sta facendo un ottimo lavoro per permettere che il periodo detentivo abbia veramente una funzione rieducativa e riabilitativa”. Infatti, “si sta portando avanti all’interno un operato che, in rete con aziende ed associazioni, può in qualche modo aiutare la crescita di chi è recluso”. Inoltre, sottolinea la consigliera regionale, “nel carcere si stanno cercando di aumentare tutte le attività che si possono fare all’interno dell’istituto, ma anche di creare dei ponti con l’esterno che riguardano la possibilità di lavorare per i detenuti che possono fruire di questa misura”.











