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milanotoday.it, 9 luglio 2026

L’allarme lanciato da Antigone e Caritas Ambrosiana: sovraffollamento medio al 150% con punte del 200%. Il Tribunale di Sorveglianza: “Nessun istituto è sotto la capienza”. Celle stipate all’inverosimile, spazi al minimo e l’incubo delle ondate di calore estive che rischiano di trasformare gli istituti di pena in vere e proprie polveriere. La Lombardia si conferma la seconda regione d’Italia per emergenza sovraffollamento carcerario: nei 18 penitenziari del territorio sono oggi ammassate oltre 9.500 persone, a fronte di un tasso medio di affollamento che supera quota 150%, con picchi drammatici che toccano il 200%. A lanciare l’allarme è la sezione lombarda dell’associazione Antigone, che durante un incontro organizzato da Caritas Ambrosiana ha chiesto interventi immediati e urgenti per ridurre la pressione sulle strutture penitenziarie della regione.

I dati, estratti dal XXII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione, tracciano un quadro a tinte fosche: nessun carcere lombardo si trova al di sotto della propria capienza regolamentare. Le situazioni più drammatiche si registrano in strutture ormai storicamente al collasso. In cima alla lista delle criticità figurano la casa circondariale di San Vittore a Milano, il penitenziario “Nerio Fischione” di Brescia e le carceri di Lodi, Varese e Busto Arsizio.

All’interno dell’incontro, che ha visto la partecipazione della presidente di Antigone Lombardia, Valeria Verdolini, e del presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano, Marcello Bortolato, è emerso un quadro chiaro: il boom di presenze non è figlio di un aumento della criminalità. I reati sul territorio sono infatti rimasti sostanzialmente stabili. L’impennata dei numeri è da attribuire all’allungamento generale delle pene e all’inasprimento delle politiche penali degli ultimi anni.

“Con il caldo la situazione diventa insostenibile” - Con l’arrivo della bella stagione e l’aumento delle temperature, la vita dietro le sbarre rischia di diventare invivibile. Un aspetto sottolineato con forza dai vertici dell’associazione. “Con più del 150% di sovraffollamento non c’è proprio lo spazio fisico. Si sta male”, ha dichiarato Valeria Verdolini, presidente di Antigone Lombardia. “In questo contesto, il caldo estivo aggiunge un’ulteriore e gravissima forma di afflittività a condizioni che sono già del tutto insostenibili”. La richiesta rivolta alle istituzioni è quella di adottare misure straordinarie ed efficaci per alleggerire subito le presenze negli istituti, garantendo condizioni minime di vivibilità ed evitando che la pressione nei bracci degli istituti di pena sfoci in un’emergenza umanitaria e di sicurezza.