di Federica Pacella
Il Giorno, 7 agosto 2026
“Il caldo? Diventa una pena aggiuntiva rispetto a quella originaria”. Lo conferma Calogero Lo Presti, coordinatore regionale della Fp Cgil Polizia Penitenziaria, che evidenzia come le gravi carenze di personale rendano difficile gestire una situazione già estremamente difficile. “In Lombardia abbiamo 3mila detenuti in più rispetto alla capienza degli istituti penitenziari. Ci sono stati dei nuovi ingressi nel personale, ma il gap tra cHi va in quiescenza e chi è attivo è sempre negativo”. La stima del personale che servirebbe? “Mille persone in più a livello regionale, su Brescia almeno 50 tra agenti e sottufficiali”.
L’esperienza quotidiana conferma ciò che viene raccontato nel rapporto di Antigone. “A Brescia, grazie alla direzione e alla generosità di terzo settore e privati, i ventilatori ci sono, ma chiaramente metterne uno in una cella con cinque, sei persone, non ha un grande effetto”. Le alte temperature esacerbano problematiche croniche del sovraffollamento e della convivenza di persone con patologie psichiatriche, che avrebbero bisogno di altri percorsi.
“La nuova norma del ministro Nordio auspica che i soggetti tossicodipendenti possano andare in altre strutture, ma se non ci sono fondi assegnati sarà difficile che di qui a qualche mese si possa ridurre effettivamente la presenza nelle carceri. Quanto ai nuovi progetti, come quello del padiglione di Verziano, parliamo di iter lunghi anni, sicuramente non si risolve entro fine agosto. Un problema grosso anche per noi, che dobbiamo gestire situazioni cruente, con una carenza di personale endemica che, in estate, viene incrementata dalle legittime ferie”.
Per Antonella Vinciguerra, osservatrice di Antigone, il rapporto descrive un quadro impietoso, per detenuti e per chi lavora in carcere. “C’è una questione Lombardia, visto che tre dei sei carceri con record di sovraffollamento sono lì e sono tutte case circondariali, che risentono dei continui ingressi derivanti dall’inflazione di reati. Sono persone che costituiscono lo zoccolo di disperazione, con problemi psichiatrici, uso di sostanze, per i quali è faticosa anche la fuoriuscita, visto che non hanno rete fuori dal carcere”.









