di Paolo Frosina
Ristretti Orizzonti, 27 luglio 2019
Più fondi per contrastare il disagio psichico e l'epatite C nelle carceri e per aumentare i reparti ospedalieri dedicati ai detenuti. Il consiglio regionale della Lombardia ha approvato all'unanimità un ordine del giorno del consigliere Michele Usuelli (+Europa) che impegna, in modo vincolante, la Giunta a stanziare risorse per il trattamento del disagio psichico all'interno degli istituti di pena, a potenziare gli screening e le terapie per l'eradicazione del virus epatite C da carceri e servizi contro le dipendenze e ad incrementare il numero di reparti per detenuti all'interno delle Aziende sanitarie territoriali, in conformità alle indicazioni del provveditorato dell'amministrazione penitenziaria. "Regione Lombardia ha finalmente compreso l'importanza degli investimenti per la salute in carcere, determinanti per la riabilitazione del reo imposta dalla Costituzione e per ridurre i tassi di recidiva", dichiara Michele Usuelli, firmatario dell'odg. "Garantire il diritto alla salute dei pazienti detenuti, che spesso vengono da contesti di disagio e vulnerabilità, è un imperativo categorico che fa bene a tutta la società".
Secondo i dati 2016, il 65% della popolazione carceraria soffre di disturbi di personalità ed il 48% di disturbi legati all'uso di sostanze stupefacenti. I dati elaborati dall'Osservatorio Antigone mostrano che nel 2017 uno psichiatra è stato presente nelle sezioni di media sicurezza delle carceri lombarde soltanto per 8,5 ore ogni 100 detenuti.
Per quanto riguarda l'epatite C, invece, la sua sempre maggiore diffusione all'interno delle carceri è dovuta a vari fattori: la ristrettezza degli spazi a disposizione, l'alta incidenza di detenuti tossicodipendenti (34%), la presenza di soggetti provenienti da aree geografiche in cui il morbo è molto diffuso, la promiscuità forzata, e la presenza di persone ristrette che esercitavano la professione di sex worker. A fronte di tutto ciò, sul territorio lombardo è presente una sola struttura semplice di Medicina V Protetta - presso l'ASST SS. Paolo e Carlo di Milano - che ospita pazienti provenienti dagli istituti penitenziari di tutta la Regione.
*Gruppo consiliare +Europa Lombardia - Ufficio stampa










